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Matteo Salvini, record di tessere per la Lega: le vere cifre, crolla la menzogna sulla crisi

Tommaso Montesano
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La crescita è costante. «Da Nord a Sud, mai avuti tanti iscritti», gonfia il petto Matteo Salvini. Al punto che per la fine dell'anno il leader della Lega punta all'obiettivo grosso: toccare le 200mila adesioni al movimento che adesso porta il suo nome. Del resto finora, ufficializza il Carroccio, è già stata «superata quota 100mila tessere». E questo nonostante i tre mesi di lockdown che hanno costretto gli italiani a restare in casa. Invece, grazie alle iniziative sul territorio - come l'allestimento dei gazebo nel primo fine settimana di luglio (lo stesso della manifestazione del centrodestra a piazza del Popolo, a Roma) e nell'ultimo weekend - e alla possibilità di iscriversi direttamente via web, la base della Lega continua a espandersi.

 

 

Gli iscritti, fa sapere il Carroccio, erano stati 62.124 nel 2018. Lo scorso anno erano diventati 76.755 e adesso, nonostante l'emergenza Coronavirus e quando mancano quasi cinque mesi alla fine dell'anno, sono già più di 100mila (di questi, oltre 20mila hanno sottoscritto la tessera on line). Alla faccia della crisi. «Siamo orgogliosi dei risultati. La Lega cresce, da Nord a Sud. Siamo sicuri che l'entusiasmo e l'attenzione nei nostri confronti sarà confermata anche nelle urne, a partire dalle elezioni regionali» di settembre, dice soddisfatto Salvini. L'ex ministro dell'Interno non è preoccupato dai sondaggi che vedono in aumento la popolarità del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. «Il vero sondaggio si farà il prossimo 20 e 21 settembre, quando saranno gli italiani a votare e a fare la propria scelta».

E poi, aggiunge, se davvero il premier è così sicuro della sua forza, «perché non andiamo a votare e non diamo la parola agli italiani?». Salvini glissa sui rapporti di forza nel centrodestra, con Fratellli d'Italia in ulteriore crescita: «Le leadership le decidono gli elettori. Il giorno del voto si decidono i leader, e la Lega è ampiamente il primo partito». Il riferimento del leader leghista all'ultima rilevazione di Tecnè, secondo cui il Carroccio, pur perdendo lo 0,3% rispetto alla rilevazione precedente, resta la prima forza politica italiana con il 24,4% delle intenzioni di voto, con oltre quattro punti di vantaggio rispetto al Pd, in seconda posizione.

Salvini non teme l'accerchiamento giudiziario: «Per un anno tutti i giornali hanno fatto una testa così sui soldi dalla Russia. Domanda: che fine hanno fatto quei soldi? Semplicemente, non ci sono. Lo ribadisco: i soldi non ci sono, i 49 milioni non ci sono. Quel processo è figlio della giustizia alla Palamara». Adesso tocca ai processi sul blocco delle navi dei migranti. A ottobre toccherà al "caso Open Arms", davanti al tribunale di Catania: «Vado a testa alta, è un processo politico». Intanto solo ieri, fanno sapere fonti della Lega, Palazzo Chigi ha provveduto a inoltrare i documenti richiesti fin dal 25 maggio dalla difesa di Salvini a proposito dell'altro processo, relativo alla nave "Bruno Gregoretti". È successo, infatti, che gli uffici del governo hanno inviato il materiale a un indirizzo mail sbagliato: non alla casella di posta elettronica certificata dell'avvocato dell'ex ministro dell'Interno, Giulia Bongiorno, ma a un semplice recapito e-mail di segreteria, peraltro errato. Risultato: «Niente è stato ricevuto prima di oggi (ieri, ndr)». A Palazzo Chigi non sanno neanche copiare un indirizzo mail. 

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