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Giuseppe Conte e i migranti, retroscena: "No alla Lamorgese, decreti sicurezza rinviati". Un pesante sospetto

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Per il premier Giuseppe Conte è meglio rimandare il decreto sicurezza che avere sul collo Giorgia Meloni (Fdi) e Matteo Salvini (Lega). Stando all'analisi di Repubblica Conte sollecitato ad una risposta veloce dal ministro dell'Interno Luciana Lamorgese sulla questione migranti avrebbe invece inserito la modalità stand by "Preoccupato, soprattutto, dalle imminenti Regionali. È questo cruccio che l'ha spinto a sostenere nelle ultime ore la linea del Movimento, che si batte per rinviare ancora la modifica dei decreti sicurezza grillo-leghisti. La paura è che qualsiasi intervento, ad esempio quello di cancellare le multe milionarie alle Ong (peraltro mai inflitte sotto questo governo), generi un nefasto "pull factor" e incentivi nuove partenze.

 

 

E così, il premier sembra intenzionato a comprare altro tempo, sperando che il semestre di Presidenza tedesco dell'Unione produca una riforma complessiva del dossier migranti. Il decreto con le nuove norme, è la conseguenza, potrebbe slittare almeno fino a ottobre, comunque dopo le Regionali. Un modo per raffreddare la situazione e non regalare a Salvini benzina elettorale. È esattamente quello che Nicola Zingaretti avrebbe voluto evitare: l'ennesimo nulla di fatto. Per questo, reagisce. E si rivolge direttamente a Conte e ai grillini. "Quanto sta avvenendo nel Mediterraneo dimostra che i decreti Salvini non servono a niente".

Lamorgese intanto fa il suo, manda messaggi, prova telefonate  Conte e lo avverte "che le Ong sono tornate in campo. Chiede come gestirle. Ha bisogno di una linea chiara, perché gli arrivi rischiano di aumentare e Salvini già cavalca la crisi. E tutto questo, mentre il premier pensa di far slittare a ottobre le modifiche ai decreti sicurezza. Sono ore complesse, a Palazzo Chigi. C'è la pandemia, la ripartenza scolastica, la crisi economica a togliere il sonno al capo dell'esecutivo. E adesso il boom di migranti, anche se con numeri assai lontani dalle fasi davvero acute. Il dossier va gestito, comunque, e non basta più l'approccio tecnico del Viminale. Occore un'indicazione politica per decidere, ad esempio, come alleggerire la pressione sulla Sicilia, smistando altrove i migranti senza creare "incidenti" con altri amministratori (...).

L'opinione della ministra è che la pressione sull'Isola vada alleggerita. Ma il timore, trasmesso al premier, è che gli amministratori - già in allarme per la ripresa dell'epidemia Covid - possano alzare barricate. E a fare resistenza potrebbero essere non solo i governatori leghisti, ma anche quelli di centrosinistra impegnati in campagna elettorale.

 

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