Cerca
Logo
Cerca
+

Roberto D'Agostino, la teoria su Berlusconi: "Le Olgettine non c'entrano. Dieci anni fa si è dimesso per i rapporti con Putin"

  • a
  • a
  • a

"Per Conte non c'è scampo. Pd e M5s sono spappolati, è solo questione di giorni": ne è convinto Roberto D'Agostino, giornalista e fondatore del sito Dagospia. Secondo lui, al termine delle consultazioni, Sergio Mattarella non potrà fare altro che affidare un mandato esplorativo al presidente della Camera Roberto Fico. "Quando Fico tornerà sul Colle a mani vuote, Mattarella farà scattare il piano B - spiega D'Agostino in un'intervista a Italia Oggi -. Schema Ciampi: farà un governo di salvezza nazionale, con una maggioranza Ursula, appoggiato anche da Forza Italia". Stando al giornalista, l'unica condizione che Silvio Berlusconi porrà sarà un cambio al vertice, quindi qualcun altro al posto del premier dimissionario. I problemi per l'avvocato del popolo sono iniziati - secondo Dago - quando "il potere gli ha dato alla testa": "Non dimentichiamoci che ha licenziato la prima bozza del Recovery Plan, con una cabina di regia affidata ai ministri Stefano Patuanelli e Roberto Gualtieri e con 300 esperti, senza neppure aprire la discussione al governo. Sul più importante documento a cui il Paese si aggrappa per non affogare, Conte è andato in solitaria".

 

 

 

Su un eventuale governo presieduto da Matteo Salvini e Giorgia Meloni, invece, il fondatore di Dagospia non ha alcun dubbio: "Fino a quando saranno su posizioni sovraniste sono nel libro nero di Emmanuel Macron e Angela Merkel. Loro al governo non ci andranno". Per Roberto D'Agostino, infatti, la crisi di governo dell'agosto 2019 non è stata casuale: "Mica qualcuno penserà che Salvini è stato messo fuori da Palazzo Chigi perché ha gestito male l'operazione al Senato? Salvini è dovuto andare a casa. Europa e Usa lo volevano fuori e così è avvenuto". Uguale a quanto accaduto al Cavaliere 10 anni fa, continua il giornalista: "Berlusconi si è dimesso nel 2011 per via delle Olgettine? No, era un altro il motivo: i suoi rapporti con Vladimir Putin che, sia Barack Obama o Donald Trump il presidente degli Usa, non sono ammessi. Rapporti che aveva anche Salvini".

 

 

 

Tornando a Giuseppe Conte, poi, D'Agostino ha parlato anche della sua trasformazione tra il primo e il secondo governo: "Tutti avevano in mente il Conte del primo giro, che mediava come arbitro. E invece il professore si è trasformato, complice la pandemia, in un capocannoniere, ha cominciato a gestire lui il potere da solo, avendo da un lato un alleato come il Pd di Nicola Zingaretti, che è un ologramma, e dall'altra parte una mucillagine come i 5stelle". Ma il suo tempo è ormai finito, stando ai calcoli di Dago. L'ipotesi più accreditata al momento è quella di un governo guidato da un premier tecnico: "In pista ci sono l'ex presidente della Corte costituzionale, Marta Cartabia, ed Elisabetta Belloni, segretario generale della Farnesina".

 

 

 

Dai blog