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Danilo Toninelli eletto nei probi viri del M5s, subito gaffe: "Questo ci odia", slavina giudiziaria?

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Gli iscritti al Movimento 5 Stelle hanno confermato Giuseppe Conte presidente con il 94% dei sì "59.047 voti su 130.570 aventi diritto, meno del 50% di partecipanti), ma la vera sorpresa è Danilo Toninelli. L’ex ministro dei Trasporti nel governo gialloverde del Conte 1, spesso zimbello social per qualche sfondone di troppo, è stato eletto nel collegio dei probiviri Cinque Stelle con 44.427 preferenze, solo 11mila in meno di Conte. Con una differenza: Conte correva da solo, Toninelli aveva 5 sfidanti e la seconda classificata, la ministra Fabiana Dadone, è stata di fatto "doppiata" con 24.187 voti.

 

 



"Grazie di cuore a tutti coloro che hanno partecipato - ha festeggiato Toninelli sui social -. Il voto degli iscritti è il tratto che più di ogni altro ci caratterizza e anche stavolta ha dimostrato di che pasta è fatto il Movimento 5 Stelle. È un incarico che porterò avanti con grande responsabilità, come ho sempre fatto".

 

 



L'inizio è subito all'insegno della polemica. Si parla infatti di un altro esposto dell'avvocato Borrè, che assiste praticamente tutti i grillini espulsi e in causa con il Movimento. "Decine di migliaia di iscritti che hanno partecipato valgono più di pratiche burocratiche, questo signore odia il nostro progetto e sta facendo del male al M5s, gli staremo sulle scatole - commenta sarcastico Toninelli -. Va bene, ma cercare di fermare una forza politica con gli atti legali è una cosa che lascia il tempo che trova".  "Colpisce che a Toninelli sfugga l'ovvio - è la replica di Borrè - e cioè che io, come avvocato, patrocino le cause e non sono parte istante. Si interrogasse piuttosto sulla mole di provvedimenti giudiziari che negli ultimi sei anni hanno accertato violazioni ai danni degli iscritti: espulsioni illegittime, esclusioni altrettanto illegittime di candidature, regolamenti nulli...". "Prendo atto - conclude Borrè - che per il neo proboviro il chiedere il rispetto del principio di uguaglianza degli associati e l'osservanza delle regole che il movimento stesso si è dato equivalga a odiare il loro progetto. Ma 'loro' di chi? Le parole del signor Danilo non costituiscono un buon esordio per le funzioni che è chiamato provvisoriamente ad esercitare". 

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