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Gaiarine, il sindaco risparmia soldi pubblici e finisce a processo

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Pensa te se il governo Meloni non avesse deciso di limitare il controllo della Corte dei conti sul Pnrr, il Piano della ripartenza post pandemia. Pensa te se non avesse «fatto benissimo» (cit. Sabino Cassese, che non è proprio uno sprovveduto né tanto meno l’ultimo arrivato, al contrario è il presidente emerito della Corte costituzionale). Pensa te, sarebbe finita come a Gaiarine (Treviso) coi fondi europei chiusi in cassaforte (perché l’amministrazione è troppo parsimoniosa, sai che scandalo), un pronunciamento «che ci lascia nel limbo» (dice il sindaco Diego Zanchetta) e la burocrazia nel mezzo. Cavilli, delibere, pareri inammissibili e quel linguaggio da giurisprudenziese che, da solo, ti fa cadere le braccia: ma-davvero?

 

 

 

LOCOMOTIVA NORDEST

Succede, e succede sul serio, a Gaiarine, paesino di 6mila anime, in quella provincia veneta che fa da motore economico a tutto il Paese, che il Comune sia riuscito a non spendere tutti i soldi di un bando Pnrr (150mila euro) per l’ammodernamento e il rifacimento del sito web dell’ente. E poi succede, e succede ancora sul serio, che il “miracolo” sia stato possibile perché il suo primo cittadino è una persona accorta, che fa quadrare persino i bilanci. «Assieme a quella dotazione sono arrivate anche le linee guida per l’intervento, si tratta di un’opera importantissima per le amministrazioni locali, specie per quelle piccole. Così mi sono messo di buona lena e ho chiesto dei preventivi a chi potevo. Quasi non volevo crederci», te lo racconta con l’accento veneto marcato, Zanchetta.

 

 

 

È gentile, ma anche preciso. E chi gli ha chiesto 146mila euro, chi è sceso a 144mila: «Tutte cifre enormi. Mi sono fatto una domanda. Ho pensato, ma un sito internet può costare così tanto? Qualche anno fa ero presidente di una piccola squadra di calcio e, come società, abbiamo fatto lo stesso. Cioè abbiamo deciso di creare la pagina web. Allora ce la siamo cavata con qualche migliaio di euro: d’accordo che siamo andati al risparmio e d’accordo, me ne rendo conto, non è paragonabile a un portale istituzionale che ha bisogno di determinati livelli di sicurezza, tanto per dirla chiara. Ma tra qualche migliaio a 146mila euro ce ne passa».

 

 

 


Eccome. Però Zanchetta è un sindaco di quelli di una volta, uno che lavora veramente per i cittadini: così, scava che scava, è riuscito a trovare la ditta giusta. «Un fornitore che mi faceva il lavoro per 30mila euro». Un quinto rispetto a quello ipotizzato all’inizio. In questo modo Gaiarine ha potuto mettere da parte, cioè non usare, cioè a tutti gli effetti risparmiare, 120mila euro. «A questo punto l’idea era di investire i soldi rimasti in altri progetti»: tra l’altro, bada bene, tutti in chiave tecnologica perché «non ho voluto usarli per sistemare le strade, non sarebbe stato corretto». Chiama a raccolta i suoi, Zanchetta, e mette giù un piano di servizi aggiuntivi che vanno dall’installazione nelle frazioni di alcuni pannelli informativi (soprattutto per le emergenze meteo), di altrettanti computer da mettere a disposizione nelle biblioteche (perlopiù per gli anziani), e di una lavagna multimediale per la sala consiliare («in mondo da garantire gli incontri in video-conferenza»).

 

 

 

 

PERICOLO EFFICIENZA

Il modello Gairaine. Quello che funziona, non sperpera e (anzi) ottiene più del preventivato. Invece no. Invece «il mio segretario comunale, giustamente, mi ha fatto notare che per star tranquillo nell’uso di quei fondi rimanenti avremmo dovuto chiedere un parere alla Corte dei conti». E la Corte dei conti che risponde? Prima non risponde per niente. Lo lascia appeso per settimane, il povero Zanchetta. Poi gli fa sapere che «la mia domanda deve essere rigettata per competenza» e infine, tra le righe, come riporta Il Gazzettino, puntualizza che, nel rimettere mano a quel gruzzoletto risparmiato, potrebbe intravedersi «uno sviamento di risorse pubbliche» dato che nella gara non è permesso «al destinatario di discostarsi dallo scopo iniziale prefissato». E, insomma, quei 120mila euro par di intendere che è meglio se restino nel portafoglio. «Io non voglio sollevare polemiche inutili, ma che senso ha metterci in condizioni di non operare al meglio? Adesso con la maggioranza (il Comune di Gairaine è di centrodestra, ndr) abbiamo deciso di andare avanti lo stesso, sapendo che ci pende una spada di Damocle sulla testa perché poi, se vengono a dirci che abbiamo sbagliato, ne rispondiamo noi e basta». Ché lo spreco di denaro pubblico non è nato col Pnrr e non morirà col Pnrr, però forse, episodi come quelli di Zanchetta, che sono tutto l’opposto, andrebbero incentivati. Ringraziati e incentivati. Altro che il balletto infinito sulla Corte dei conti al quale stiamo assistendo da una settimana a questa parte. Ma per favore. 

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