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Il sondaggio Mannheimer sul boicottaggio contro Israele: i dati che imbarazzano la sinistra

Roberto Tortora
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Cosa pensano gli italiani del boicottaggio delle università israeliane sugli accordi di cooperazione scientifica? Quali sono le intenzioni di voto ad oggi? Cosa pensano gli italiani dell’elezione diretta del premier? Lo spiega Renato Mannheimer con i suoi sondaggi di Eumetra all’interno della trasmissione PiazzaPulita, talk di approfondimento politico di La7, condotto da Corrado Formigli.

Mannheimer comincia dal primo quesito e dice: “I pareri sono quasi equidistanti, i no sono al 38%, mentre i sì al 34% e c’è un’alta percentuale di indecisi al 28%. Vorrei aggiungere, però, che la percentuale più alta verso il “sì, è giusto” appartiene ai giovani con un 42% degli intervistati. Per quanto riguarda i partiti, invece, ci si divide per opinione politica. Nella destra c’è una maggioranza risicata che sostiene non sia giusto, come in Fratelli d’Italia al 48%, mentre in Forza Italia è più sostanziosa al 53%, quindi la maggioranza assoluta. Nella sinistra, ovviamente, c’è l’atteggiamento contrario”.

 

 

 

Per quanto riguarda il dato aggiornato sulle intenzioni di voto, il professor Mannheimer fotografa la situazione dei primi mesi del nuovo anno: “FdI è in lieve diminuzione, un -2% rispetto a gennaio, mentre il secondo partito in classifica, cioè il Pd, da gennaio è aumentato e ha superato la fatidica soglia del 20%. Al momento non c’è ancora gara, la differenza tra i due è di 7 punti, mentre a gennaio era di 10, diciamo che c’è un riavvicinamento. I 5 Stelle sono stabili, mentre la Lega è all’8,3% ed è tallonata da Forza Italia all’8,1%. È molto importante la gara tra questi, se Forza Italia superasse la Lega sarebbero guai seri per Salvini”.

 

 

 

Infine, sull’elezione diretta del premier Mannheimer fornisce dati incoraggianti: “C’è il 51% favorevole a questo, ma questa maggioranza è un dato noto, perché la gente vorrebbe votare direttamente tutto, anche il conduttore di PiazzaPulita. Il dato, rispetto a novembre, è però in diminuzione e c’è un aumento degli indecisi al 17%, ciò vuol dire che il dibattito di questi mesi ha scatenato dubbi e tormenti e fa pensare che un eventuale referendum su questo tema sarebbe molto combattuto”.

Guarda qui il video di PiazzaPulita

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