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Renzi e Calenda, ecco chi "gode" per il flop: a chi finiscono i loro seggi in Europa

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Matteo Renzi e Carlo Calenda alla fine non ci sono riusciti. I loro partiti, rispettivamente Stati Uniti d'Europa e Azione, non hanno superato la fatidica soglia del 4%. Restano dunque fuori dal Parlamento europeo. "E’ stata una dura sconfitta alle elezioni Europee che non ci aspettavamo perché è stata una campagna elettorale con una lista di candidati straordinaria, un programma profondo e un modo di fare la campagna che credo sia stato onorevole e che ha sempre cercato di ingaggiare i cittadini in un discorso sull’Europa. - ha commentato Calenda - Questo percorso non è stato sufficiente perché c’è un’onda violentissima di polarizzazione che prescinde da ogni altra considerazione. E’ un’onda forte e potente - ha poi aggiunto - e Azione è nata per contrastarla".

Dello stesso avviso anche l'ex presidente del Consiglio Matteo Renzi. "Niente, è andata male. Purtroppo la lista Stati Uniti d’Europa è rimasta fuori per pochissimo dal Parlamento Europeo. - ha scritto su X l'ex sindaco di Firenze - Mi spiace molto e vorrei abbracciare i volontari che si sono spesi per questa idea: siete stati meravigliosi. La gratuità del vostro servizio allarga il cuore. Siamo fatti così - noi uomini nell’arena, avrebbe detto Roosevelt - e non cambieremo mai, per nulla al mondo.".

 

 

Ma, a giochi fatti, la domanda che ogni elettore di Renzi o Calenda si sta ponendo è: "Quindi i seggi a chi vanno?". Una domanda, all'apparenza molto semplice, che però necessita di una risposta completa e articolata. Come riporta il Messaggero, a causa del mancato raggiungimento del 4% da parte di Stati Uniti d'Europa e Azione, i seggi che avrebbero preso superando la soglia saranno distribuiti fra le altre liste. I tre seggi che avrebbe ottenuto SUE vanno quindi a: Pd al Centro, Pd al Sud, Lega nel Nord-Ovest. Quelli di Azione, invece, vengono distribuiti tra: Fratelli d'Italia nel Nord-Est, Pd al Sud, Lega nel Nord-Ovest.

 

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