M5s, grillini scrocconi: morosità per 2,8 milioni

di Andrea Muzzolonlunedì 14 luglio 2025
M5s, grillini scrocconi: morosità per 2,8 milioni

3' di lettura

Da destra a sinistra - passando per quelli che hanno abolito la povertà (la loro) - il fenomeno è ricorrente: i morosi. Tutti i partiti dell’arco costituzionale a fine anno si trovano, inesorabilmente, a fare i conti con i furbetti che “dimenticano” di saldare i debiti con il movimento che gli ha permesso di entrare nelle istituzioni. Dai parlamentari ai consiglieri regionali, passando per tutti gli altri eletti a ogni livello, l’abitudine è assai ricorrente e trasversale.

Come in ogni cosa però, c’è sempre qualcuno che si distingue più degli altri. Certo, fa specie che a comandare la classifica dei partiti con più credito verso gli eletti sia quello che è guidato proprio da un avvocato. Anzi, l’avvocato. L’avvocato del popolo, Giuseppe Conte. Scandagliando la relazione di fine anno redatta dal tesoriere Claudio Cominardi, emergono dei dati allarmanti per i grillini. A fronte di un avanzo di oltre 2 milioni di euro infatti, sono iscritti a bilancio 2,8 milioni di crediti verso parlamentari e consiglieri regionali e 1,4 milioni per indennità di fine mandato. Della serie: ok che uno vale uno, ma c’è sempre chi è più uguale degli altri. Una situazione tanto tragica da aver costretto Cominardi a passare alle minacce ricordando che la regolarità nella contribuzione in favore del partito è «requisito fondamentale per concorrere ed eventualmente mantenere il ruolo nelle cariche associative». Poltrona avvisata, mezza salvata.

Camera, rissa per l'aria condizionata. E Angelo Bonelli delira

Allarme aria condizionata. Ma non nel senso che non c’è e, come accaduto la scorsa settimana con i picchi d...

Rimanendo nell’orbita del campo largo, il Pd non può sorridere ma almeno ha visto migliorare la sua situazione rispetto al 2023. Alla voce crediti, i dem segnano un -55 mila euro che permette di far scendere l’ammontare della somma dovuta dai parlamentari a 441 mila euro. Il bilancio sorride al partito di Schlein, con un avanzo di 650 mila euro generato dagli introiti record del 2x1000: ben 10,2 milioni. Come chiariscono dal partito, anche nell’ultimo anno «è continuata l’azione di recupero» verso i morosi delle ultime legislature: sono state intentate nove cause e raggiunti quattro accordi transattivi con gli inadempienti.

A sinistra del Pd la situazione è dolceamara. I Verdi di Angelo Bonelli hanno deciso di ricorrere per vie legali contro Eleonora Evi, ex parlamentare ecologista, ora migrata nel gruppo del Pd alla Camera, per ottenere i contributi non versati al partito. Nicola Fratoianni è l’unico che può gioire. Sinistra Italiana, in controtendenza con il resto dei partiti, ha visto aumentare le entrate provenienti dai suoi parlamentari, passando da 204 a 281 mila euro.

Capitolo centrodestra. I guai maggiori sono in casa Forza Italia. Il partito è sommerso dai debiti, con un passivo di 90 milioni di euro che non ha ancora trascinato a fondo gli azzurri solo grazie alle garanzie offerte dai figli di Silvio Berlusconi. Al netto dei debiti ereditati dal passato, il partito di Antonio Tajani nel 2024 ha visto aumentare sia i contributi provenienti da terzi (+2 milioni di euro), sia gli introiti derivanti dalle quote associative (+300 mila euro). Dati positivi ma che non devono distogliere l’attenzione dalla caccia ai morosi: nella relazione viene chiarito che scatterà l’ineleggibilità e la decadenza dagli incarichi nel partito per i furbetti.

Vincenzo De Luca, la cena con Giuseppe Conte: a cosa stanno lavorando

Un incontro che potrebbe sbloccare lo stallo in Campania, quello avvenuto tra Giuseppe Conte e Vincenzo De Luca. Il lead...

In casa Lega lo scorso anno è stato chiuso con un disavanzo di 1,4 milioni di euro. Se per i salviniani sono calate le contribuzioni derivanti da persone fisiche - che sono passate da 4,5 a 3,8 milioni di euro - in compenso sono aumentate le quote derivanti dal tesseramento (da 56.624 a 63.227 euro).

Diverso rispetto agli altri movimenti è il discorso da fare per Fratelli d’Italia. I contributi di parlamentari nazionali ed europei infatti non sono fissati per statuto, ma sono liberi. Il disavanzo è stato di 681 mila euro (ha inciso la campagna elettorale per le europee) dopo che il 2023 era stato chiuso con un avanzo di ben 4,9 milioni. In calo sia le entrate generate dalle tessere, che sono passate da 2,8 a 2,3 milioni, sia quelle provenienti dalle offerte volontarie di eletti e non, scese da 3,9 a 2,7 milioni di euro.