Nichi Vendola, il ritorno del poeta cattocomunista che fa tremare M5s

di Elisa Calessivenerdì 29 agosto 2025
Nichi Vendola, il ritorno del poeta cattocomunista che fa tremare M5s

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Poeta e politico, noto per linguaggio visionario, spesso criptico (Il Foglio per anni fece una rubrica sulle sue frasi) che è diventato la sua cifra, opposto allo stile burocratico dei dirigenti comunisti, omosessuale e cattolico, paladino dei diritti Lgbtq e amico di don Tonino Bello, primo presidente omosessuale di una regione, Nichi Vendola è l’incarnazione degli opposti.

Eretico tra i comunisti, cattolico non certo ortodosso. Non è un caso che si sia laureato con una tesi su Pier Paolo Pasolini. Le inchieste giudiziarie che lo avevano coinvolto da presidente della Regione (finite con assoluzioni o archiviazioni, tranne quella dell’ex Ilva che è ancora nella fase iniziale), lo avevano convinto a un certo punto a fare un passo indietro dalla politica attiva, per amarezza e per non diventare un problema.

Ma ora è tornato. E, se tutto va come pare, sarà di nuovo protagonista delle elezioni regionali in Puglia, candidandosi come capolista di Avs. Con gran disappunto di Antonio Decaro e del Pd.

Nichi, all’anagrafe Nicola in onore del santo patrono di Bari, San Nicola, ma soprattutto di Nikita Chrušcëv, leader sovietico ammirato dal padre comunista. Nasce a Bari il 26 agosto 1958, terzo di quattro figli. Cresce a Terlizzi, piccolo comune pugliese, in una famiglia metà comunista, metà cattolica. Il padre, Francesco, impiegato delle poste, è un dirigente del Pci. Viene eletto sindaco di Terlizzi nel 1970. La madre Antonietta, cattolica, si occupa della casa e dei figli.

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L'incontro con la politica avviene tramite il padre. Insieme con lui Nichi scopre le lotte dei braccianti. Si iscrive al liceo scientifico e, nei momenti liberi, lavora come cameriere. È in questo periodo che decide di iscriversi alla Federazione dei Giovani Comunisti Italiani. È il 1972. Poi prende la tessera del Pci. Dopo il liceo, si iscrive all’Università, a Bari e, contemporaneamente, lavora come correttore di bozze per la casa editrice De Donato. Si laurea in Lettere e Filosofia con una tesi su Pasolini.
Nel 1985 viene invitato da Pietro Folena, allora segretario della Fgci, a far parte della segreteria nazionale. Viene eletto vicepresidente. Nel frattempo scopre una nuova passione: il giornalismo. Il settimanale Rinascita lo assume. Anche L'Unità gli offre di collaborare per alcune rubriche. Ma la politica è un’attrazione più forte.

Nel 1990 entra a far parte del comitato centrale del Pci. Si dichiara apertamente omosessuale, ma anche cattolico praticante. Diventa uno dei promotori dell’Arcigay e della Lila, la Lega Italiana per la Lotta contro l'AIDS. Nel 1992 viene eletto per la prima volta alla Camera dei deputati, nelle liste del Pci. Ma è in dissenso con la "svolta della Bolognina". Di lì a poco, rompe con il Pci e fonda, con Armando Cossutta, il "Movimento per la Rifondazione Comunista", preludio di Rifondazione Comunista.
Nel 1994 è rieletto alla Camera dei Deputati. Così come nel 1996 e nel 2001. Mala svolta avviene nel gennaio del 2005, quando si candida alle primarie per la scelta del candidato del centrosinistra alle elezioni regionali della Puglia, previste il 3 e il 4 aprile 2005. A sorpresa, Vendola batte Francesco Boccia. Nell'aprile 2005 sconfigge il candidato del centrodestra, Raffaele Fitto, presidente uscente della Regione.

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È l'inizio di quella che passa alle cronache come la “Primavera Pugliese”. Vendola, primo presidente di regione omosessuale dichiarato, punta su giovani, cinema, ambiente ed energie rinnovabili. Nel febbraio del 2009, però, una tempesta giudiziaria interrompe la primavera vendoliana: la procura di Bari mette sotto accusa l’assessore alle Politiche della Salute Alberto Tedesco, del Pd, che è costretto a dimettersi. Viene indagato anche il vicepresidente del Consiglio regionale Sandro Frisullo, sempre del Pd. A gennaio 2009 Vendola lascia Rifondazione Comunista e dà vita a Sinistra e Libertà, che partecipa alle elezioni europee del 2009. Candidato in tutte le circoscrizioni, ottiene 220 mila preferenze. Il progetto però, non decolla e Vendola dà vita al partito Sinistra Ecologia Libertà.

Nel marzo 2010 viene rieletto presidente della Puglia. Nell'ottobre si tiene il primo congresso di Sel e Vendola è eletto presidente. Concluso il suo secondo mandato regionale, fa un passo indietro rispetto ai ruoli attivi, ritirandosi. Ma anche il suo privato diventa politica. Si unisce civilmente con Edward “Ed” Testa, grafico canadese. E nel febbraio 2016 diventano genitori di Tobia Antonio, nato in California grazie all’utero in affitto. Nel 2023 si riavvicina alla politica attiva: è eletto presidente di Sinistra Italiana. Ora è pronto a tornare protagonista in Puglia, candidandosi come capolista di Avs, e prendendosi una rivincita rispetto alle inchieste giudiziarie che hanno segnato i suoi ultimi anni da governatore. Con lui, Avs potrebbe superare il M5S, insidiando il posto di secondo partito della coalizione. Per questo, non rinunceranno mai a Nichi. Piaccia o no a Decaro (che certo non può decidere le candidature degli altri partiti, come gli hanno ricordato).