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Saverio Tommasi, il giornalista a bordo della Flotilla lancia il "punto ristoro": travolto dalle critiche

di Claudio Brigliadorigiovedì 18 settembre 2025
Saverio Tommasi, il giornalista a bordo della Flotilla lancia il "punto ristoro": travolto dalle critiche

(Facebook Saverio Tommasi)

3' di lettura

Che Saverio Romano, giornalista e influencer tra i più seguiti sui social nella galassia progressista italiana, sostenga Flotilla non è certo una notizia. Che utilizzi la causa palestinese per dare visibilità anche al proprio progetto, il punto ristoro Sheep Italia, sembra invece lasciare perplessi molti dei suoi stessi follower. Oltre che far riflettere sulle dinamiche della comunicazione politica.

Tommasi, giornalista di Fanpage, ha fondato sei anni fa il progesso Sheep: "Abbiamo realizzato e distribuito oltre 6.000 coperte a persone senza dimora: belle, fatte a mano, con dentro ore di tempo, mani che si sono incontrate, fili intrecciati di speranza", scrive entusiasta in un post su Facebook pubblicato mercoledì 17 settembre, di buon mattino. L'impegno dell'associazione è a 360 gradi, a sostegno di donne in situazioni di fragilità, senzatetto e migranti.  

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Ora si rivolge ai suoi lettori/sostenitori/donatori per una nuova sfida: "Ti chiediamo di esserci ancora. Abbiamo un nuovo sogno: aprire un punto ristoro e food. Un luogo in cui chi ha bisogno possa lavorare, imparare, ripartire. Un punto ristoro gestito da Sheep Italia, a partire dalle donne che formiamo con il progetto Borse Lavoro, ma aperto anche a nuove persone che hanno bisogno di cominciare, o di ripartire".

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Tommasi, che in queste settimane sta letteralmente bombardando i suoi follower con le notizie su Gaza e Flotilla, va avanti a spron battuto: "Impareranno a stare dietro un bancone, a gestire i conti, a parlare con le persone, a far andare avanti un'attività vera. Non un laboratorio finto. Un lavoro vero. Un'opportunità concreta". L'obiettivo, spiega, è "200 nuove donazioni regolari. Quote mensili, anche piccole. Ma regolari", per arrivare all'avviamento del punto ristoro nel 2026. "Ogni persona che attiverà una donazione regolare per questo progetto riceverà un numero progressivo e contribuirà a colorare il nuovo puzzle visivo di Sheep. Il tuo nome verrà scritto sulle pareti del punto ristoro che anche con il tuo aiuto, siamo certi, riusciremo ad aprire. Il tuo nome e una frase a tua scelta. Diventerai una colonna del nostro progetto. E il tuo nome resterà lì, inciso su quel muro insieme alle tue parole, anche quando deciderai di interrompere la tua donazione regolare (speriamo comunque il più tardi possibile!)", scrive ancora Tommasi sottolineando come una donazione regolare "ci permette di progettare", dà "la stabilità necessaria per fare bene. Perché con piccole somme, mese dopo mese, possiamo costruire qualcosa di enorme. E lo sappiamo, perché lo abbiamo già fatto".

Altro post sotto accusa quello accompagnato dalla foto di Tommasi sorridente in mezzo al mare: "Ve lo dico dalla barca dell Global Sumud Flotilla, con un moto d'entusiasmo. E' partita una nuova, straordinaria sfida: APRIRE UN PUNTO RISTORO E FOOD targato Sheep Italia. Daremo lavoro di qualità e ovviamente buon cibo. Era il progetto che ci mancava, al quale puoi partecipare sottoscrivendo una donazione regolare. Avrai anche un riconoscimento: il tuo nome e una frase a tua scelta sul muro del nuovo PUNTO RISTORO FOOD, per sempre".

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Il progetto è lodevole, anche se ancora un po' fumoso. Ma nel frattempo, in calce a questi e ad altri post di Tommasi, si scatenano le ironie e le contestazioni di molti utenti, non necessariamente "di ultra destra" o "anti-palestinesi". C'è chi ironizza sulla partecipazione di Tommasi alla Global Sumud Flotilla, imbarcato ma ancora in Italia: "Come si sta in Sicilia? Vedo clima mite, e venti leggeri... siete lì da una settimana... sempre che tu sia lì eh, sai visto le cag***ate che scrivi il dubbio viene...", chi contesta la campagna di marketing massiccia e forse fuori luogo, visto il contesto del dramma palestinese. "Aprirla coi tuoi soldi no?", "Ma lo aprite in mezzo al mare?", "Ma si vergogni... Sfruttare la tragedia che sta vivendo il popolo palestinese per aprire un ristorante... Lei è tale e quale agli israeliani che li vogliono cacciare via!", "Pensa che se ti va male con la Flotilla, hai tonnellate su tonnellate di scorte alimentari per partire con il tuo nuovo punto ristoro...". E forse il commento più duro arriva da tale Dalia dalla Palestina, pro-Pal dura e pura: "Zero tolleranza per Tommasi e i suoi progetti da radical chic. Qui non servono vip progressisti a caccia di visibilità, mentre i palestinesi pagano il prezzo più alto". E ancora: "Quando a sbagliare è chi ha dato tutto alla causa, si parla di scivolata. Quando a farlo è chi si è svegliato da pochi mesi e pretende l’applauso, allora è superficialità, ipocrisia e bisogno di visibilità".