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Il nome del premier sulla scheda elettorale: il dossier che terrorizza la sinistra

martedì 9 dicembre 2025
Il nome del premier sulla scheda elettorale: il dossier che terrorizza la sinistra

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Cambiare la legge elettorale e non solo. L'idea, visto il complesso equilibrio formatosi tra le diverse forze politiche dopo le Regionali, è questa: un ritorno al proporzionale con un premio di maggioranza da stabilirsi entro i limiti già indicati dalla Corte Costituzionale, e nella abolizione o nella riduzione dei collegi uninominali. Al momento si tratta solo di voci, nulla di ufficiale. Eppure - rivela ItaliaOggi - c'è un punto su cui molti esponenti politici sembrano essere d'accordo. Ossia l'introduzione del nome del candidato premier della coalizione sulla scheda. In altre parole, l’elettore, al momento del voto, dovrebbe trovare l’indicazione dell’aspirante Presidente del Consiglio che ciascuna coalizione promuove.

D'altronde si tratta di un'idea che piace agli italiani. Almeno stando al recente sondaggio effettuato da Eumetra per conto della trasmissione PiazzaPulita su La7. Risultato? Il 67 per cento degli intervistati si dice d'accordo. Solo infatti il 12 per cento non è d'accordo. L'accordo a questa proposta appare sostanzialmente trasversale tra gli elettori di tutti i partiti, con una particolare accentuazione tra i votanti per Fratelli d’Italia (che è stata anche la prima proponente della riforma del premierato), ove l'84,5 per cento è d'accordo con questa specifica innovazione. Ma si rilevano percentuali alte anche tra i sostenitori della Lega (76,9) e, sia pure con minore intensità, tra gli elettori di Forza Italia (65,2). In ogni caso, grande consenso tra le forze di maggioranza: segno che quel nome sulla scheda, per il fronte progressista, potrebbe rivelarsi l'ultima, enorme, gatta da pelare.

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Una novità che piace anche all'opposizione. Lo dicono infatti due elettori del Pd su tre (65,6) e, in misura lievemente maggiore, i votanti pentastellati (67,3) e anche coloro che scelgono un partito del "Terzo Polo" (69,8). Ma a stupire più di tutti è che a favore della novità ci sono anche coloro che oggi sono indecisi su cosa votare o sono già orientati all'astensione. Tra costoro, infatti, più della metà (53,1) vede con favore questa innovazione.