I maranza fanno litigare destra e sinistra. Con la maggioranza che sta cercando il modo di arginare il fenomeno e l’opposizione che (come capita spesso, in realtà) preferisce continuare a ignorarlo. Anzi, a negarlo totalmente. «Attenzione», ha avvertito ieri il senatore dem Filippo Sensi, «all’uso, da parte della destra, di termini civetta, come “baby gang” o “maranza”, in una torsione cattivista: con le bandierine da esibire si rischia di fare peggio, di banalizzare, di rendere parziale un fenomeno più ampio. Si rischia di “razzializzare” il problema, non capendo che va invece affrontato con politiche di formazione nelle scuole, prevenzione, e non solo con la repressione». Ora, quando un politico, di fronte a un problema qualsiasi, dice che si tratta di un «fenomeno più ampio» e che «va affrontato con la prevenzione e non solo con la repressione», di solito vuol dire che non ha la minima idea di come risolverlo. Ma qui c’è anche qualcosa in più. Perché quello che la sinistra non digerisce è proprio l’uso della parola “maranza”. L’invito è quello di cancellare direttamente questo termine dal vocabolario, magari con l’illusione che se non ne parli il problema non esiste più.
Invece...
NARRAZIONE ROSSA
La guerra dei compagni alla parola “maranza” non è iniziata ieri. Ma, sui giornali progressisti, è scoppiata da un po’. Vediamo alcuni esempi. L’Unità, 8 gennaio 2026: «Se i maranza sono la nuova crociata della destra...». L’Unità, 20 novembre 2025: «Maranza, il carcere non è la soluzione ma parte del problema». Il manifesto, 28 dicembre 2025: «Febbre da maranza nel paese che non c’è». Catenaccio: «La sociologia giovanile è sempre discutibile, ma questa nuova ossessione rappresenta bene la nevrosi tipica dell’era dei social. Bufale razziste e dicerie riempiono poi talk show e giornali conservatori». Internazionale, 26 novembre 2025: «Com’è nata l’ossessione della destra per i maranza». Il Domani, 23 settembre 2025: «La strategia dei maranza, la destra usa le banlieue per offuscare le piazze per la Palestina».
Insomma, la narrazione della sinistra è piuttosto chiara: i maranza? Non esistono. O meglio, esistono soltanto sui giornali di destra e nelle dichiarazioni dei politici della maggioranza, che usano questo spauracchio per non parlare dei veri problemi del Paese. Quindi, è l’inevitabile conclusione, chi non vuole cadere nella trappola dei conservatori non dovrebbe usare questa brutta parola... Hanno ragione, i progressisti? Ovviamente no...
Maranza massacra passanti a caso: "Mi alleno per le Olimpiadi"
Alla fine lo hanno condannato. Sentenza pure un po’ scontata, siamo onesti, che qui, cioè in Italia, nello ...FENOMENO IN ESPANSIONE
Il problema dei maranza, chiariamolo, è tutt’altro che un’invenzione. Anzi, è in preoccupante espansione. E per rendersene conto basta dare un’occhiata ai giornali locali. Non si tratta più di un fenomeno limitato alle grandi metropoli del Nord (a partire da Milano e Torino), ma ormai riguarda anche città più piccole e comuni del centro-sud: Roma, Firenze, Reggio Emilia, Ancona, Ascoli, Trieste, Siena... giusto per fare qualche esempio... E per quanto riguarda l’origine dei maranza, spesso immigrati di seconda generazione, specificarla non è razzismo ma semplicemente un modo per inquadrare correttamente la questione e poi provare a risolverla, anche con interventi di prevenzione e politiche di integrazione come chiesto dai democratici. Mettere la testa sotto la sabbia e parlare d’altro, invece, non è mai servito a nulla...




