Promemoria: a fine novembre la sede del quotidiano La Stampa, a Torino, è stata vandalizzata da un gruppo di manifestanti - un centinaio, riconducibili al centro sociale Askatasuna - che si erano staccati dal corteo organizzato dall’area antagonista al grido di «Free Palestina» e «Giornalisti complici dell’arresto in Cpr di Mohamed Shahin» (l’imam della moschea di San Salvario rinchiuso in un Cpr). Ieri sullo stesso giornale torinese è stato intervistato uno dei leader, nonché uno dei fondatori, del più discusso centro sociale d’Italia: Askatasuna, appunto. Si tratta di Andrea Bonadonna, cinquant’anni. Bonadonna, come ricorda La Stampa, «era al corteo del 31 gennaio, il giorno degli scontri con la polizia». Gli scontri nei quali contro un agente delle Forze dell’ordine è stato utilizzato un martello, per intenderci. «Un episodio che non doveva succedere», ha detto l’attivista, come «ce ne sono stati anche in senso opposto». E in ogni caso «Torino non è mai stata avulsa dai conflitti sociali». Insomma, «voi», l’opinione pubblica, i giornalisti, la politica, «guardate il dito e non la Luna». E la Luna è la «rabbia sociale che c’è, è forte».
In pratica sullo stesso quotidiano assalito dal centro sociale poi sgomberato, è andata scena una rivendicazione, con tanto di preannuncio di nuove mobilitazioni, da parte di Askatasuna. «La manifestazione del 31 gennaio aveva un progetto politico chiaro», dice Bonadonna. Quale: la lotta dura e pura al governo di Giorgia Meloni, naturalmente. «Difendere gli spazi sociali. Soprattutto: non accettare il vittimismo e il senso di sconfitta tipico di chi piange sul latte versato». Dalle parole del militante, sembrerebbe che il caos del 31 gennaio fosse stato messo in preventivo dagli organizzatori: «Le persone che erano in piazza erano ben consapevoli di cosa significava quella giornata». E ancora: «Nessuno poteva aspettarsi una passeggiata». Soprattutto: «Adesso credo che il governo ci penserà tre volte prima di sgombrare un altro centro sociale». In ogni caso, ecco la parte più significativa dell’intervista, le iniziative di lotta non si fermeranno: «Askatasuna non sono solo quattro mura, noi rivogliamo quello spazio». In relazione agli scontri di Torino, ieri ci si è messa anche l’Alleanza Verdi Sinistra di Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni. Il partito, infatti, ha pubblicato un manifesto nel quale mette in dubbio la ricostruzione delle Forze dell’ordine su quanto accaduto: «Perché la Polizia ha diffuso una foto di Torino alterata con IA?». A corredo un’immagine con alcuni punti evidenziati che metterebbero in dubbio l’autenticità della foto. Da qui anche l’annuncio di un’interrogazione parlamentare.
La dimensione parallela della giustizia
Tutti a casa, compagni. Eccola qui, la prova che mancava all’esistenza di un mondo parallelo: se nessuno va in pri...Peccato che i commenti al post, su Facebook, siano stati tutti solidali con le Forze dell’ordine: «La sinistra contro la polizia... roba da matti»; «Voi non state proprio bene bene...»; «Ma non vi fate schifo?»; «Quindi non esistono le violenze di Torino dei manifestanti contro proprietà privata e polizia?»; «Ma ancora non vi vergognate?». Quando si dice un autogol.




