Una rete musulmana che si fa "partito" fuori dal Parlamento. Con l'appoggio esterno di Pd e Movimento Cinque Stelle. All'hotel di via Marsala a Roma, dove la Comunità Islamica di Roma (Cir) ha riunito esponenti politici e leader religiosi, erano presenti il deputato dem Paolo Ciani e la pentastellata Stefania Ascari. Come scritto sulla locandina, il dibattito prevedeva "la coesione sociale, la cittadinanza e il dialogo stabile tra le istituzioni e la comunità". Con tanto di video della Ascari che si complimentava per questi momenti in cui si tiene acceso questo argomento di libertà, proprio quando si sta cercando in ogni modo di censurare questa libertà".
All'incontro c'era anche l'imam della moschea di Centocelle Mohamed Ben Mohamed. La guida spirituale islamica avrebbe attaccato le istituzioni parlando di "campagne politiche" volte a bloccare i lavori di ristrutturazione della sua moschea. "Abbiamo un esempio concreto che abbiamo vissuto nella moschea che adesso stiamo ristrutturando – ha spiegato l'imam –. Anche se abbiamo percorso tutte le procedure normali, ci troviamo davanti a una campagna politica che influisce sulle procedure tecniche, amministrative e addirittura l’amministrazione si muove sotto questa campagna per bloccare il nostro lavoro facendo un rapporto di sopralluogo che non è fondato per niente".
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Il politicamente corretto, tanto caro alla sinistra illuminata e progressista, consiglierebbe di maneggiare la materia c..."Apprendiamo dalle pagine de Il Giornale delle dichiarazioni attribuite all’Imam della moschea di Centocelle, Ben Mohammed Mohammed, che, se confermate, getterebbero una gravissima ombra sulla visione del rapporto che tali organizzazioni intendono avere con le istituzioni e con la politica della città e del Paese - hanno commentato il consigliere capitolino di Fratelli d’Italia, Federico Rocca, e il consigliere municipale di FdI del Municipio V, Fabio Piattoni -. Dichiarazioni che farebbero emergere, inoltre, quali siano le reali volontà di integrazione con la nostra comunità. Tali affermazioni, pronunciate nel corso di convegni pubblici e per di più alla presenza di rappresentanti istituzionali rimasti purtroppo in silenzio, risultano particolarmente gravi. Il ruolo di chi ricopre incarichi istituzionali, indipendentemente dal colore politico e dal livello dell’assemblea elettiva, è anche quello di vigilare sul rispetto delle regole".
E ancora: "A fronte di un progetto pubblicizzato come unitario, con una capienza dichiarata di mille persone. E che sarebbe il secondo a Roma per dimensioni dopo quello progettato da Portoghesi, emergono infatti numerose incongruenze e contraddizioni nella documentazione edilizia. Contrariamente a quanto dichiarato dall’Imam – ha proseguito Rocca e Piattoni – in Piazza delle Camelie non si starebbe procedendo alla semplice ristrutturazione di un luogo di culto esistente. Bensì al tentativo di realizzare una nuova moschea all’interno di un immobile che in precedenza ospitava un mobilificio, senza un permesso a costruire unitario. Siamo ancora in attesa di atti. Chiarimenti. E soprattutto di un sopralluogo che faccia piena luce su quanto stia realmente accadendo all’interno della struttura. Se, di fronte a una legittima richiesta di trasparenza sulla titolarità edilizia e a tutela delle norme e dell’intera comunità, la reazione è quella di rilasciare simili affermazioni, emerge una preoccupante allergia al rispetto delle regole. Chi le pronuncia dovrebbe trarne autonomamente le dovute conclusioni".




