«Abbiamo vinto. C’è già una maggioranza alternativa a questo governo e noi abbiamo la responsabilità di organizzarla». Elly Schlein fatica a trattenere l’euforia per un risultato che nell’ultima settimana era nell’aria, ma non in queste dimensioni . Non si aspettava nemmeno lei questo livello di partecipazione, lei che pure in questa battaglia ha creduto più di tutti. Schlein parla al Nazareno, dopo Giuseppe Conte e dopo tutti gli altri leader del fronte del no. Chiude lei, che guida il partito più grande di quella che già sente essere un’alternativa. Un galateo che non è ancora il riconoscimento di leadership comune. Ed è questo l’argomento di oggi nel centrosinistra: Conte, finora il più recalcitrante, ha detto che ci sta a fare le primarie. Schlein coglie al volo la novità: «Io ho sempre detto di essere disponibile alle primarie». Anche se al Pd sì guarda con qualche sospetto all’apertura del leader del M5S. E se, anziché presentarsi lui, decidesse di unirsi ad altri per polarizzare la sfida a Schelin? C’è chi ricorda, per esempio, il legame stretto che Conte ha con Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli. Un nome a cui guardano anche tanti notabili del Pd. Se Manfredi, Salis e Conte si unissero contro Schlein sarebbe una partita molto aperta. Per la segretaria dem, insomma, le insidie non mancheranno.
Anche se oggi è lei, nel centrosinistra, la leader che esce più vincitrice da questa partita. Perché è quella che subito si è schierata convinzione per il no. Perché ha battuto il Paese, da Nord a Sud, facendo campagna contro la riforma. Ma ormai si guarda al dopo, alle elezioni politiche. La grande partecipazione e le dimensioni con cui ha vinto il no sono una iniezione di fiducia inattesa. Per la segreteria del Pd e per i suoi è il segno che «è finita la luna di miele» tra il Paese e Meloni. Schlein sottolinea la novità del voto degli under 30: «Tra le nuove generazioni il no ha vinto con il 61%, i giovani hanno fatto la differenza». Anche se va capito se questi giovani, che poi hanno riempito piazza Barberini e in un lungo corteo sono arrivati fino a piazza del Popolo, voteranno anche alle politiche. E se voteranno per il centrosinistra, per il Pd. Schlein sa che non è affatto scontato. Per questo, prima al Nazareno poi sopra il camion su cui si improvvisa un comizio dei leader del centrosinistra a piazza Barberini, si rivolge a loro: «Restare mobilitati, perché ne avremo bisogno. Chiedeteci di più, ma restate mobilitati per costruire insieme a noi nei prossimi mesi l’alternativa». Dice anche di sentire la «responsabilità» di «organizzare» l’alternativa.
Schlein e il referendum, "festeggiamo in piazza". Al Pd sembra di aver vinto i mondiali
"Ci troveremo in piazza su invito del comitato civico per il No, a piazza Barberini". Il No vince la sfida del...Che vuol dire dare una forma, una stabilità, una leadership a quello che è ancora un fronte di singoli leader e singoli partiti. Senza ancora un programma, un leader riconosciuto. «Noi ci faremo carico di ascoltare il paese, anche la giustizia si può migliorare», dice. Cita Giorgia Meloni, il «messaggio politico» di questo voto. Ma non si nasconde che la partita è appena cominciata. E non sarà affatto facile. Nonostante il sorriso, la festa, gli abbracci con Conte e gli altri leader, Schlein sa che la strada non è in discesa. «Questo voto ci consegna una grande responsabilità e la useremo tutta». Le primarie, dunque. Nella terrazza del Nazareno già si ipotizza di farle in autunno. Conte può vincerle? È per questo che ha deciso di accettarle? Tra i dem si esclude che sia possibile. Ma non ci si illude che il leader del M5S spianerà la strada di Elly per Palazzo Chigi. I più vecchi del Pd mettono in guardia: nulla è scontato. Certo, è la prima battuta di arresto per Meloni. Ma la strada da qui alle elezioni politiche è ancora lunga. Schlein ricorda che, insieme alla campagna per il referendum, il Pd aveva iniziato un percorso di ascolto nel Paese. «Lo porteremo avanti e speriamo di portarlo avanti anche con le altre forze del centrosinistra». Non chiede le dimissioni della premier. «La batteremo alle prossime elezioni politiche», dice Schlein. Quanto agli altri leader della coalizione «spero di vederli in piazza e festeggiare insieme. Abbiamo sempre detto che troveremo insieme le modalità per la costruzione del programma. Discuteremo di tutto, modalità e tempi. Ho sempre detto che in caso di primarie sarei stata assolutamente disponibile. Noi continuiamo a essere testardamente unitari».




