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OPINIONE

Si vota tra un anno e il centrodestra non ha già perso

di Mario Sechimartedì 21 aprile 2026
Si vota tra un anno e il centrodestra non ha già perso

2' di lettura

Il centrodestra è in crisi? No, ha perso il referendum non le elezioni che arriveranno tra più di un anno, in uno scenario diverso. Ci sono molti illusi a sinistra e non pochi pessimisti a destra, ma la maggioranza ha ottenuto stabilità finanziaria, credibilità sui mercati, occupazione a 24 milioni, Pil in linea con l’UE e sopra Francia/Germania.

Dopo l’affermazione del No nel referendum, Meloni ha fatto una scelta strategica chiara: niente rimpasto di governo, per capitalizzare la continuità e il prossimo record di durata dell’esecutivo, sostituire altri ministri (dopo le dimissioni di Santanchè e Delmastro) è impossibile senza passare per il Quirinale e un bis. La continuità non può essere “continuismo”, questa è la prova che Meloni dovrà affrontare nei prossimi mesi, è una fase di tempesta geopolitica, piena di scogli, il sistema dell’informazione è in larghissima parte ostile, TeleMeloni alla Rai è inesistente, Mediaset è qui e anche là, La7 è la roccaforte delle Guardie Rosse.

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Fioccheranno le inchieste, i casi del giorno, gli spioni, i dossieraggi, la solita brodaglia della propaganda della rotativa unica. Sono già partiti.

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Resta un punto chiave, l’incertezza elettorale: l’opposizione non offre ancora un’alternativa programmatica visibile, il campo largo è di idee ristrette e pericolose. La lettura è semplice: risultati macro e tenuta istituzionale alimentano la narrativa di solidità del governo; la decisione di non sostituire ministri è una linea di coerenza e rifiuto di soluzioni cosmetiche; la posta in gioco è la rielezione che – va detto con chiarezza dipenderà meno dall’attuale record di durata e più dalla capacità di tradurre la stabilità in proposta concreta. Il governo si logora, è fisiologico, ma l’opposizione senza idee presto suonerà come un disco rotto.