C'era una volta il referendum del 1946, il debutto delle donne alle urne e la nascita della Repubblica. E poi c’è il 2026, l’epoca dei reel, dei video da un minuto e della politica raccontata come una fiction. Così, per celebrare il 2 giugno, Fratelli d’Italia ha pubblicato uno spot che ha immediatamente acceso il dibattito: protagonista una donna alla vigilia del voto del 1946 che, inizialmente indecisa se recarsi alle urne, durante la notte sogna il futuro. E nel suo futuro compare una figura destinata a cambiarle idea: Giorgia Meloni. La protagonista del cortometraggio, di nome Teresa, viene descritta nel comunicato di FdI come "una giovane donna, sposa e madre".
Il filmato, diffuso sui canali social del partito della premier, racconta infatti una sorta di viaggio temporale. La protagonista procede per gradi, con le fotografie di Tina Anselmi (prima ministra, anche se la targa la chiama "ministro"), Nilde Iotti (prima donna presidente della Camera), Maria Elisabetta Casellati (prima donna presidente del Senato) e Marta Cartabia (prima donna presidente della Corte costituzionale). Fino all’immagine simbolo: la prima presidente del Consiglio donna della storia repubblicana. Un riferimento diretto a Meloni, presentata come approdo finale di quel percorso di emancipazione iniziato ottant’anni fa. Lo slogan scelto è "Il futuro ha bisogno di voi", messaggio con cui FdI lega il voto femminile del dopoguerra all’attuale leadership della premier.
Un’operazione comunicativa che ha trovato il plauso dei sostenitori del centrodestra, ma che ha provocato anche numerosi mal di pancia dall’opposizione e sui social, dove in molti hanno accusato il partito di aver trasformato una ricorrenza istituzionale in uno spot personale dedicato alla presidente del Consiglio. Del resto, il confine tra celebrazione e propaganda, nell’era della politica digitale, è sempre più sottile. E così una data che richiama il suffragio universale e la nascita della Repubblica finisce per raccontare soprattutto il presente. Anzi, una persona sola. Con un messaggio implicito ma chiarissimo: da quel primo voto del 1946 fino a Palazzo Chigi, la strada porta dritta a Giorgia Meloni. Con buona pace della sinistra che, a dispetto di tante buone intenzioni, non è mai riuscita a raggiungere un risultato del genere.
Dal voto alle donne alla prima donna Presidente del Consiglio.
— Nicola Procaccini (@NProcaccini) June 2, 2026
Questa è la nostra storia! #FestadellaRepubblica #2giugno pic.twitter.com/hkjL4yMSnp




