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Salvatore Borsellino: "Meloni la smetta". La replica: "Non arretreremo"

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sabato 18 luglio 2026
Salvatore Borsellino: "Meloni la smetta". La replica: "Non arretreremo"

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Salvatore Borsellino, fratello del giudice Paolo, attacca il governo e la risposta di Giorgia Meloni non si fa attendere. Alla vigilia del 34esimo anniversario dell'attentato che ha spezzato la vita del magistrato e dei cinque agenti della scorta, in un'intervista ai microfoni di Diecimedia, Borsellino è andato giù duro contro la premier: "A lei non posso che lanciare il messaggio di smetterla di dire di ispirarsi alla figura di Paolo, quando invece quello che sta facendo questo governo è distruggere sistematicamente tutti quei mezzi che lui e Giovanni Falcone avevano lasciato alla magistratura per permettere di combattere la mafia".

In serata Meloni è intervenuta sui social: "Il lavoro encomiabile della commissione antimafia presieduta da Chiara Colosimo per restituire agli italiani la verità sulla strage di via D'Amelio è un punto d'orgoglio per Fratelli d'Italia. Il ringraziamento pubblico di Lucia Borsellino conferma che la via è quella giusta. Non arretreremo di un millimetro". In ogni caso, l'attacco di Salvatore Borsellino all'esecutivo è andato avanti: "Il 41 bis, l'ergastolo ostativo, leggi sui collaboratori di giustizia, le intercettazioni, facevano parte di quello che venne chiamato il decreto Falcone. Ecco tutto questo è stato spazzato via. Oggi Palermo è piena di ergastolani usciti dalla galera senza mai aver collaborato con la giustizia, che dal carcere continuano a gestire la loro famiglia mafiosa". E ancora: "Fratelli d'Italia ha addirittura tentato di soffiarmi il suolo pubblico di via D'Amelio e di utilizzare il palco. Per fortuna sono riuscito a bloccare questo tentativo".

"Dai depistaggi di Stato - ha continuato - si è arrivati a un vero e proprio depistaggio istituzionale che è quello che sta portando avanti una commissione parlamentare Antimafia che vuole cancellare la presenza dei servizi nelle stragi nel nostro Paese. La presenza dell'eversione nera delle stragi che da Piazza Fontana in poi ha contraddistinto la storia del nostro Paese. E si vuole anche addebitare la strage di via D'Amelio a un fantomatico dossier mafia-appalti che mai avrebbe potuto giustificare l'accelerazione di questa strage". Il riferimento è alla tesi sostenuta dall'Antimafia nazionale che vede nell'inchiesta sulle infiltrazioni di Cosa nostra negli appalti il movente del tritolo di 34 anni fa. "E io oggi, mentre a lungo ho pensato che l'assassinio di mio fratello fosse stato perpetrato per via della trattativa Stato-mafia, che c'è effettivamente stata - ha concluso Borsellino - invece ritengo che sia stato ucciso per fare in modo che non rivelasse all'autorità giudiziaria quello che aveva scoperto in quei giorni. Cioè che qualcuno dei suoi compagni di gioventù aveva partecipato insieme con Stefano Delle Chiaie alla preparazione di quella strage di Capaci".

Amareggiato da queste parole anche il presidente del Senato, Ignazio La Russa: "Ho letto con attenzione e anche con dispiacere le parole di Salvatore Borsellino su Giorgia Meloni, io ho grande rispetto per tutta la famiglia Borsellino. E il rispetto non viene meno per il fatto che ha la tessera dei partigiani, non viene meno perché non aveva le stesse idee del fratello, che era di destra. Non accetto però che nessuno, neanche il fratello, possa decidere di sapere cosa avrebbe fatto oggi Paolo Borsellino", ha detto ai cronisti a margine dell’evento di Ecr party a Catania “Un Mediterraneo più sicuro per un’Europa più forte”.