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Elezoni ad Aprile, doppia mossa della maggioranza: un'altra accelerata

di Tommaso Montesanosabato 20 giugno 2026
Elezoni ad Aprile, doppia mossa della maggioranza: un'altra accelerata

3' di lettura

Per capire se l’iter di un provvedimento procede spedito, bisogna osservare le mosse dell’opposizione. Ecco: a Montecitorio i deputati del “campo largo” non riescono a tradire l’inquietudine, per non dire il fastidio, per l’avanzamento della riforma elettorale, che ieri in commissione Affari costituzionali ha visto l’approvazione del terzo dei quattro emendamenti correttivi messi a punto dalla maggioranza. Quello che rispetto all’indicazione del candidato alla carica di presidente del Consiglio dei ministri nel programma delle coalizioni, specifica che la norma mantiene «il rispetto delle prerogative del presidente della Repubblica» sancite dall’articolo 92 della Costituzione.

Accelerare la volata per poi tentare la scalata al Colle

La data delle elezioni, come la legge elettorale, non sono materie che scaldano i cuori degli italiani. La legislatura, ...

TABELLA DI MARCIA
Una norma che armonizza le nuove regole del voto con i poteri del Capo dello Stato, anticipando in qualche modo le preoccupazioni del Colle. «È una questione di chiarezza nei confronti dei cittadini (l’indicazione del candidato premier, ndr), ma questo non significa che ci sia un obbligo da parte del presidente della Repubblica», ha spiegato il ministro delle Riforme, Maria Elisabetta Alberti Casellati. Le prime due proposte di modifica presentate dalla maggioranza riguardavano la rappresentanza in Trentino Alto Adige e Valle d’Aosta e le liste circoscrizionali multiple.

Si tratta di altri passi avanti sulla strada dell’approvazione della riforma nei tempi stabiliti, così da permettere al governo, come anticipato ieri da Libero, di scegliere la finestra di aprile del prossimo anno - il fine settimana dell’11-12 aprile o quello successivo- per la fine anticipata della legislatura e favorire la convocazione delle nuove elezioni nella primavera del 2027.

La scansione dei lavori della Prima commissione della Camera sta lì a dimostrarlo: tutto procede secondo i piani. Al momento è stato votato circa il 30% degli emendamenti presentati. Questa settimana si è votato - anche in notturna - fino a ieri. E la prossima si riprenderà, una volta esaurita la questione di fiducia posta dal governo sul “piano casa”, fino a venerdì prossimo. L’obiettivo è arrivare in Aula, a Montecitorio, il 26 giugno. E proprio in Aula - non prima - dovrebbe essere sciolto il nodo delle preferenze, dove nel centrodestra non c’è ancora accordo.

E qui torna in ballo l’opposizione, dove non a caso sono sempre più nervosi per l’avanzamento della legge elettorale, se non altro perché il nuovo sistema di voto- un proporzionale con premio di maggioranza al raggiungimento del 42% dei voti da assegnare con un listino nazionale - mette i partiti del “campo largo” di fronte al loro ritardo nell’indicazione del candidato premier, con Elly Schlein e Giuseppe Conte a contendersi la leadership della coalizione (il cui perimetro, peraltro, è tutt’altro che definito come testimoniano le polemiche dopo il selfie a tavola). «La destra forza la mano fino ad aggirare la Costituzione. La figura del presidente della Repubblica viene messa da parte, umiliata», tuona Filiberto Zaratti (Avs).

LA REPLICA DI FI
Il suo collega Dario Parrini, senatore del Pd, vicepresidente della commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama, vede addirittura nella legge elettorale «un nuovo tentativo di arrivare ai “pieni poteri”».

Lo “Stabilicum” meloniano, infatti, sarebbe una legge elettorale «su misura, portata avanti in solitudine e con protervia ad appena un anno dalle elezioni». In serata, dal palco della festa della Fiom a Bologna, arrivano le invettive della stessa Schlein («legge irricevibile, antipasto del premierato») e di Conte («un’oscenità, la ritireranno»).

Alle obiezioni dell’opposizione risponde Paolo Emilio Russo, capogruppo di Forza Italia in commissione: «L’indicazione del candidato premier nella legge elettorale non è nient’altro che la presa d’atto di quanto già esiste da molto tempo. È una scelta di chiarezza e di coerenza nei confronti degli elettori». Quanto all’accusa di procedere troppo velocemente, Russo replica: «L’esame delle proposte sta proseguendo in modo ordinato, approfondito, senza preclusioni».