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Riccardo Magi, show e caos in Aula: strappa la 'legge elettorale' e attacca: espulso

venerdì 26 giugno 2026
Riccardo Magi, show e caos in Aula: strappa la 'legge elettorale' e attacca: espulso

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Riccardo Magi ci ricasca. Il leader di Più Europa è stato espulso dall'aula della Camera. Il relatore di minoranza della legge elettorale, intervenendo nel corso della discussione generale, ha strappato una riproduzione della legge elettorale, con su scritto "Il tuo voto non conta nulla". Magi è stato quindi richiamato all'ordine per tre volte dalla presidente di turno Anna Ascani che lo ha poi espulso date le sue continue proteste. La seduta è stata così sospesa salvo poi essere ripresa dopo alcuni minuti.

"Io credo che questa legge elettorale segni veramente un colpo di stato elettorale, chiamiamolo colpo di stato mite, burocratico, ma un colpo di stato. Si passa il segno e si accetta che il Parlamento diventi un organo che viene eletto per trascinamento rispetto al capo ed è qualcosa di inaccettabile", ha commentato Magi dopo essere stato espulso.

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E ancora: "Con l'aggravante che i partiti che sono in Parlamento si chiudono dentro e non vogliono che ci siano soggetti più piccoli, soggetti minori, soggetti scomodi, come magari siano noi per il tipo di battaglie e di lotte che portiamo avanti, che possono partecipare alla competizione elettorale. E quindi oltre allo scempio legato all'impianto di questa legge, che è una legge che va oltre la legge truffa e guarda alla legge Acerbo del 1923 perché è una legge che trasforma una minoranza del paese in una maggioranza in Parlamento... a tutto questo aggiungono il fatto che decidono discrezionalmente, arbitrariamente chi può partecipare alle elezioni e chi invece deve superare un percorso a ostacoli attraverso la raccolta delle firme. In base a quale criterio non si capisce. È un criterio di simpatia politica. Lupi, che ha preso 250.000 voti lo 0,9% avendo fatto i gruppi con i deputati prestati da Fratelli d'Italia può partecipare. Più Europa che ha totalizzato 820.000 voti il 2,9% deve dimostrare di non essere una lista civetta". Il leader di Più Europa è rimasto alcuni minuti in Aula, senza uscire nonostante fosse stato espulso, poi è venuto via: "Ho temuto che potessero sospendermi - ha spiegato - e che la sospensione, guarda caso, potesse arrivare mentre in aula ci sarà la 'finale' della legge elettorale".