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Quirinale, Giordano Bruno Guerri ridicolizza la sinistra: "Ma quale golpe, per il Colle..."

mercoledì 1 luglio 2026
Quirinale, Giordano Bruno Guerri ridicolizza la sinistra: "Ma quale golpe, per il Colle..."

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"A sinistra hanno paura di perdere un’altra pedina dello scacchiere". Lo storico Giordano Bruno Guerri, intervistato da La Stampa, inquadra in poche battute il nodo della questione-Quirinale. L'intervista di Giorgia Meloni da Nicola Porro su Rete 4 ha scatenato il panico tra le opposizioni. Il pensiero di un esponente non di sinistra sul Colle, anzi di più, un esponente di "destra" fa accapponare la pelle ai progressisti. Addirittura, qualcuno ha parlato di "golpe".

"Un presidente della Repubblica di destra? Non vedo quale sia il problema", smonta sul nascere qualsiasi polemica Guerri, "stupito" da un dibattito che sarebbe surreale se solo non fossimo in Italia. "La premier ha deciso di giocare a carte scoperte, tanto i suoi avversari avevano già cominciato a tirare fuori l'argomento – spiega il saggista al quotidiano torinese – ma mi pare si esageri con il trasformare in tragedia una cosa del tutto normale".

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D'altronde, rientrerebbe tutto in una dinamica di alternanza democratica. Tuttavia "non ci sarebbe nulla di anomalo nel vedere un esponente di destra salire al Quirinale: invito tutti alla calma, nessun golpe in vista. Nel caso, il presidente giurerà sulla Costituzione e si impegnerà a servire la Repubblica come hanno fatto i suoi predecessori".

I titoloni sul "fascista al Colle" non sarebbero nemmeno quotati, "ma in questa destra di governo io non vedo fascisti. Credo che si siano fatti già abbastanza danni tenendo i missini fuori dall'arco costituzionale e ritardando così l'evoluzione della destra liberale. Qualcuno è rimasto a una destra che non esiste più", taglia corto Guerri. "Mi pare che più di una volta il presidente della Repubblica sia stato eletto a maggioranza dal centrosinistra, facendo valere la forza dei numeri in Parlamento. Non credo ci sarebbe da scandalizzarsi se in futuro lo facesse il centrodestra". 

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In ogni caso "Meloni in quattro anni di governo ha dimostrato di rispettare le leggi e la Costituzione, ha perso un referendum e ha accettato la sconfitta: dove sarebbe la minaccia per la democrazia?". Guerri fa anche un paio di nomi: "Io vedrei bene Antonio Tajani o Giancarlo Giorgetti, sono due soluzioni di mediazione, che troverei opportune, anche perché non sono del partito della premier".