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Antonio Di Pietro, pazza idea del centrodestra: dove vogliono candidarlo

di Enrico Paolimercoledì 1 luglio 2026
Antonio Di Pietro, pazza idea del centrodestra: dove vogliono candidarlo

2' di lettura

Fra i temi caldi della prossima campagna elettorale per le elezioni comunali di Milano l’urbanistica, finita nel mirino della Procura, occupa di diritto un posto un prima fila. Di quelli per il quale non è previsto nessun canone o biglietto da pagare. Sarà per questa ragione che il nome di Antonio Di Pietro, l’ex pm di Mani pulite (l’icona vivente di quella inchiesta) passato poi alla politica con l’Italia dei Valori e con due esperienze di governo, circola con insistenza nei chiacchiericci milanesi come possibile candidato a sindaco. Forte della sua esperienza di magistrato, con il giusto curriculum politico, Tonino potrebbe rappresentare la miglior cura per la città del fare, ingessata dai magistrati della procura del capoluogo lombardo, convinti che dietro ad ogni cantiere aperto vi sia una mancanza di rispetto delle regole. La prima sentenza di primo grado, relativa alla Torre Milano, con l’assoluzione degli imputati, ha congelato quella tesi. E così dalle parti del centrodestra, nonostante i vertici a cena organizzati dal presidente del Senato, Ignazio La Russa, per trovare la quadra, c’è chi ha iniziato a proporre l’ipotesi Di Pietro come candidato da opporre al centrosinistra, pur dovendo fare i conti con lo scetticismo dell’interessato.

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L’opzione ex pm come candidato, a dire il vero, nel capoluogo lombardo ha già trovato una sua applicazione pratica. Tiziana Siciliano, l’ex magistrata della Procura di Milano, correrà alle prossime elezioni del 2027 con “Milano Libera”, la lista a sostegno del candidato sindaco Massimiliano Lisa, titolare del museo Leonardo3 che ha sede in Galleria Vittorio Emanuele. Lisa ha presentato la sua squadra al Teatro Bruno Munari: oltre a Siciliano c’è la gallerista Paola Colombari indicata come assessora alla Cultura. «La trasparenza non deve essere uno slogan, ma un metodo permanente di governo», ha spiegato la Siciliano. «Metto la mia esperienza al servizio della città per contribuire a costruire un Comune leggibile, controllabile e vicino ai cittadini».

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Che un magistrato si candidi alle elezioni subito dopo aver lasciato la toga non è una novità. Anzi, a dire il vero, in questo strano Paese siamo abituati a questi giri di valzer. Il problema è che l’ex magistrata Tiziana Siciliano, sino a quando ha indossato la toga, si è occupata dell’inchiesta sull’urbanistica che ha investito in pieno il Comune di Milano , “toccando” il sindaco, Beppe Sala, e la sua giunta. Di Pietro candidato sindaco non sarebbe solo una risposta a questa opzione, ma un’indicazione forte per i milanesi, a partire dalle categorie imprenditoriali, che chiedono solo di ritrovare la città del fare, stufi come sono della città dell’aspettare...