Stop alle speculazioni facili sulle varie nazionalità degli autori di reati nel nostro Paese. Una norma-manifesto, quella emanata nei giorni scorsi dal procuratore generale di Perugia, Sergio Sottani ad uso e consumo di tutte le comunicazioni pubbliche della magistratura umbra, sulla quale in meno di 48 ore il Pd si è buttato a pesce. Così Walter Verini, senatore dem, segretario della Commissione Giustizia di Palazzo Madama e capogruppo in Antimafia, ci ha tenuto a rimarcare con tanto di encomio sul «grande valore giuridico», la decisione e la direttiva della Procura generale dell'Umbria. Una indicazione che non fa altro che ricalcare i dettati deontologici già presenti da decenni nei vari decaloghi, compresi quelli per i giornalisti. Il problema resta l’identità sfocata dei membri del “campo largo” pronti ad attaccarsi a ogni qualsiasi cosa pur di fare notizia... a gratis attaccando la maggioranza e il governo.
«In questi anni, in casi di cronaca, troppo spesso, troppi titoli dei giornali italiani marcavano la nazionalità di indagati o colpevoli di reati. Ma lo facevano solo quando questi provenivano da Paesi diversi dall’Italia». Come se il problema non abbia riguardato l’immigrazione interna dei meridionali al nord. Lo tsunami ideologico di Verini alle prese con la velina domenicale era decisamente partito. «Mai viste espressioni tipo “italiano bianco”, accompagnare verbi come scippa o spaccia o violenta e così via. Eppure sappiamo come moltissimi reati soprattutto in famiglia siano commessi da italiani, bianchi, spesso maschi Alfa. Ma a prevalere erano sempre espressioni, diciamolo, di sapore razzista».
Perugia, la Procura generale: "La nazionalità dell’indagato non va più comunicata"
Siamo all'assurdo. Il virus del politicamente corretto sta infettando anche la giustizia italiana. La Procura genera...L’attenzione di Verini si sposta dunque sulle proteste giunte dal segretario umbro della Lega, Augusto Riccardo Marchetti che si è appellato per contestare l’indicazione della Procura alla completezza dell’informazione. Un principio che, secondo Verini, a giudizio della Lega vale «solo per speculare su paure, insicurezze, invece di affrontarle e risolverle» sintomo nascosto (ecco il jolly) «della paura che questa destra ha della concorrenza di uno pericoloso davvero, come Vannacci».




