Il sindaco di Bologna Matteo Lepore ha partecipato alla manifestazione per Abderrahim Fakir, affiancando la famiglia e abbracciando la nipote Yossra dopo il suo appello alla piazza: "Rispetto, verità, giustizia. Non vendetta". Da quel palco, però, il primo cittadino ha scelto di concentrare le sue critiche sulle istituzioni e, indirettamente, sull'operato delle forze dell'ordine. Di fatto in un'intervista a Repubblica, rilasciata nelle stesse ore in cui gli agenti erano bersaglio degli antagonisti, ecco che arriva la stoccata alle forze dell'ordine e al governo.
Lepore ha parlato di "un grande silenzio" da parte della politica nazionale e ha definito l'atteggiamento delle istituzioni "freddo", replicando anche alle accuse del vicepremier Matteo Salvini secondo cui la manifestazione avrebbe rappresentato un processo pubblico ai due poliziotti coinvolti. Eppure, leggendo le dichiarazioni di ieri e di oggi non sembra proprio che la sinistra sia rimasta in silenzio. Anzi, i poliziotti sono stati trattati quasi come assassini... Ma tant'è.
Fakir, la testimonianza dell'anziana: "Poveri poliziotti, che cosa ho visto"
Si ritorna ai fatti della vigilia, alla morte di Abderrahim Fakir a Bologna, il marocchino regolare che ha perso la vita...Pur premettendo che "una politica forte crede nello Stato di diritto, non si sostituisce ai giudici" e che occorre attendere l'esito dell'inchiesta, il sindaco ha comunque espresso giudizi molto netti sul caso. "Non si può morire così", ha dichiarato, aggiungendo che chi ha visto il video "è rimasto scioccato" e che "qualcosa è comunque sicuramente andato storto", quando gli accertamenti della Procura sono ancora in corso.
L'affondo più duro arriva però quando il sindaco chiama in causa direttamente la preparazione degli agenti. Dopo aver sostenuto che "la politica sta scaricando il tema della sicurezza sulle spalle degli agenti", Lepore afferma: "Quando arriva la polizia la politica ha già fallito. Mi chiedo se per esempio siano formati di fronte ai problemi psichiatrici". Parole che, di fatto, mettono sotto accusa la preparazione delle forze dell'ordine nella gestione delle persone in stato di agitazione psicofisica, lasciando intendere possibili carenze professionali prima ancora che la magistratura abbia chiarito eventuali responsabilità.




