Occhio agli eccessi di realismo. Male odorano di resa. Inutile continuare a pensare cambiamenti di legge elettorale che rendano diverso lo status quo odierno, cioè i pesi dei partiti. Meglio, molto meglio, puntare a cambiare lo status quo, e dunque i pesi dei partiti, quindi il risultato elettorale. Prendere atto - il centrodestra - della debolezza di alleati fragili e adeguarvi la legge, anziché spingerli a riformarsi bene e profondamente sarebbe miopia politica. Generalmente viene punita dagli elettori. Idem a sinistra, dove ora la disperazione porta il campo largo a corteggiare Calenda.
Che se si introduce la follia del ballottaggio cercherà sopravvivenza altrove anziché rischiare da solo. Però finché la politica giocherà solo per il mantenimento del proprio seggio, senza mai rischiare la giocata, il risultato sarà sempre una sconfitta per gli italiani.
E la giocata è chiara: un calendario di riforme (anzitutto fisco, cioè tasse, dopo di che regole burocratiche, quindi istruzione, sicurezza e giustizia per proteggere confini e quartieri, portafogli e posti di lavoro degli italiani da rendere più ricchi) che il centrodestra deve trovare il coraggio di proporre, spiegare, e poi fare. E che la sinistra non può nemmeno proporre. Perché chiederà il voto solo per aprire duelli di potere rusticani tra soci che sono cane a gatto, quanto a idee. Un po’ come un gruppo di amici che a inizio estate litiga se andare al mare o in montagna. E rischia di finire in spiaggia, ma con gli scarponi da sci. Sai che risate.
Quali miglioramenti può apportare alla nostra vita chi vuole maggior sicurezza ma pesa un quinto di chi sfila ai cortei con Askatasuna che picchia la polizia, o chi vuole impresa 4.0 e meno tasse ma pesa un settimo di chi pretende l’oscenità del reddito di cittadinanza e della patrimoniale, chi crede che dobbiamo stare con Israele che si difende dai terroristi di Hamas e pesa un decimo di chi crede che Hamas sia una Ong, o chi vuole magistrati bravi e indipendenti e chi postula che dobbiamo stare al cappio e al capriccio di quattro esibizionisti che stracciano vite, carriere, reputazioni e posti di lavoro, magari a loro volta incensati da mitomani come il Ranucci di turno (che ovunque al mondo sarebbe stato licenziato, mentre qui la sinistra vuole mantenergli intatto lo stipendio, e pure il diritto a vita di condurre)? Dunque, caro centrodestra, pensa a come cambiare durante l’anno che manca alle elezioni, e dotati di volti nuovi, portatori di nuove idee e comunicativi, che cambino lo status quo e i pesi elettorali, consentendoti di vincere, anziché affannarti a cambiare cavilli di una legge elettorle che, come sempre, non trasformerà alcun rospo in principe.




