Le minacce alla propria famiglia. Matteo Berrettini lo racconta senza attenuare i toni, perché quello che è successo durante l’ultimo Roland Garros va ben oltre le normali pressioni che accompagnano una partita di tennis.
A Parigi l'azzurro è arrivato fino ai quarti di finale, prima di ritirarsi contro Matteo Arnaldi, ma in quei giorni suo fratello Jacopo ricevette messaggi dagli scommettitori. Uno, in particolare, ha lasciato poco spazio alle interpretazioni: "Se non gli dici di perdere, uccideremo la tua famiglia". Una minaccia pesantissima, arrivata nel pieno di un torneo importante e legata al risultato che qualcuno pretendeva dal tennista. Berrettini ha raccontato che la vicenda venne immediatamente segnalata all'Atp, fornendo anche i contatti utilizzati per inviare quei messaggi.
Mattia Bellucci, l'orrore delle scommesse nel tennis: "Muori schiantandoti in auto"
Insulti brutali e vergognosi, l’ennesima ondata d’odio che travolge Mattia Bellucci e conferma, ancora una v...Il problema, però, secondo il romano non riguarda soltanto ciò che è capitato a lui. "Noi abbiamo trent'anni, siamo adulti", ha spiegato, sottolineando quanto possa essere ancora più grave il fenomeno quando prende di mira ragazzi e ragazze all'inizio della carriera. Ricordando poi anche episodi già visti nei tornei Challenger, dove il confine tra tifo, scommesse e intimidazione può diventare molto sottile. E i dati confermano la portata del fenomeno: nel 2025 gli scommettitori sono stati collegati al 59% degli abusi online classificati come più gravi nei confronti dei protagonisti del tennis professionistico.
Tennis, "scandalo scommesse: il campione nel mirino". Terremoto nel circuito
Un tennista di primissimo piano è finito nel mirino dell’Itia dopo una sconfitta inattesa contro un avversa...L'azzurro non mette però nel mirino le scommesse in quanto tali. Sa che ormai fanno parte dell'economia dello sport e che eliminarle non è realistico. Il punto è un altro: garantire maggiore protezione ai giocatori. Da qui l'idea di rafforzare i controlli e arrivare, se necessario, anche a un organismo specifico. Perché una scommessa persa può fare arrabbiare. Ma trasformare quella rabbia in una minaccia alla famiglia di un atleta è un'altra cosa.




