La frase che fa più male per i tifosi rossoneri arriva da Pep Guardiola, e ha un destinatario preciso: Tijjani Reijnders. Nel video della docuserie ‘A Beautiful Obsession’, dedicata all’ultima stagione del Manchester City, l’allenatore spagnolo viene ripreso durante un discorso alla squadra e sceglie un bersaglio particolare per scuotere il gruppo: l’ex centrocampista del Milan. "Vuoi rivivere un’altra volta l’ultima stagione che hai avuto al Milan, quella in cui non ti sei qualificato per l’Europa? La vuoi? Vuoi fare quello?". Parole pesantissime, pronunciate davanti ai compagni e diventate virali dopo la pubblicazione della serie. Dove il catalano non usa mezze misure: prende la stagione negativa vissuta da Reijnders in rossonero e la trasforma in un monito per il presente.
Il riferimento è alla stagione 2024-25, chiusa dal Milan con l’ottavo posto in campionato e senza qualificazione alle competizioni europee. Un'annata difficile, dalla quale Reijnders era però uscito con una valutazione personale molto positiva, tanto da attirare l'interesse del City. Il trasferimento in Inghilterra, costato circa 70 milioni di euro, sembrava l'occasione perfetta per il salto definitivo. Invece il rapporto con Guardiola non è mai decollato davvero. Reijnders ha trovato spazio, ma senza diventare un punto fermo del progetto, fino alla separazione e al successivo trasferimento all'Al Qadsiah in Arabia Saudita.
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C’è chi lo definisce schietto, chi intransigente, chi addirittura impossibile. In ogni caso, la storia di P...Guardiola, però, in quel momento voleva tutt'altro. E il discorso prosegue con un messaggio rivolto a tutta la squadra: "Ricordatevi se volete vivere o rivivere l’ultima stagione. Se non la volete, vincerete, amici miei". Una sorta di ultimatum motivazionale, nel quale il passato del Milan diventa lo spauracchio da evitare. Il paradosso è che il City alla fine ha centrato l'Europa, mentre il campionato è stato vinto dall'Arsenal. Reijnders, invece, ha lasciato Manchester dopo appena una stagione. Ma quelle parole, a distanza di tempo, raccontano forse meglio di qualsiasi statistica quanto fosse complicato il rapporto tra il tecnico e il centrocampista olandese.




