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OPINIONE

Il segreto della destra è la sinistra

di Alessandro Sallustivenerdì 4 settembre 2026
Il segreto della destra è la sinistra

2' di lettura

Per capire il record di durata di questo governo nella storia della Repubblica può essere utile rileggere un’intervista che Fabio Mussi – leader storico del Partito comunista, poi ministro con Prodi, morto proprio ieri a 78 anni – rilasciò all’Espresso nel dicembre del 2007.

Dice, tra l’altro, a proposito della crisi della sinistra con parole oggi improponibili: «Tempo fa mi è arrivata una lettera di un operaio di Piombino che diceva: non vi seguo più, ormai vi occupate solo di carcerati, froci e di negri. Gli operai sono spariti dal nostro orizzonte, cancellati. C’è un pezzo di società che non vedi più, così finisce che anche loro non ti vedono più».

Sono passati vent’anni e la situazione della sinistra non è cambiata, semmai peggiorata, devastata dal politicamente corretto (solo oggi in parte ripudiato) che ha fatto loro perdere di vista i problemi reali. Ed ecco il segreto della longevità di Giorgia Meloni e del suo governo: il realismo della destra conservatrice contrapposto all’utopia demagogica della sinistra. Il problema non è quanto ci stiano simpatici Trump, Netanyahu o la Von der Leyen, quanto antipatici Putin o i palestinesi di Hamas.

La questione è: fuori da una leale alleanza con il blocco politico, finanziario e militare occidentale (che non è il paradiso terrestre) gli italiani starebbero meglio o peggio, l’Italia sarebbe più o meno sicura, l’economia crescerebbe di più o di meno? Siccome le risposte giuste sono le seconde (certamente saremmo messi peggio in tutti i campi) c’è poco da spaccare il capello in quattro con i se e i ma.

L’Italia del governo del record è certamente un Paese più concreto, serio e affidabile dentro e fuori i suoi confini. Lo dicono gli italiani, lo sostengono i numeri. Il resto è solo propaganda e frustrazione.