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Giorgia Meloni, indiscrezioni sul clamoroso annuncio alla Festa Tricolore

di Enrico Paoligiovedì 3 settembre 2026
Giorgia Meloni, indiscrezioni sul clamoroso annuncio alla Festa Tricolore

3' di lettura

Certo, la Lega avrebbe voluto arrivare al raduno di Pontida (in programma il 20 settembre) con il candidato sindaco del centrodestra per Milano già scelto dalla coalizione. Sarebbe stato un bel modo per dare alle kermesse del Carroccio un valore aggiunto. Invece il partito di Salvini, ma anche Forza Italia a questo punto, sul pratone caro ai leghisti dovrà concentrarsi sulle questioni interne, puntando le lancette sulla fine di ottobre (al momento le date indicate sono 23-25) per scoprire chi correrà per Palazzo Marino, quando andrà in scena la Festa Tricolore di Fratelli d’Italia, con la presenza della premier, Giorgia Meloni.

Sarà quella l’occasione, spiegano qualificate fonti romane del centrodestra, per annunciare il candidato sindaco, in modo da aprire ufficialmente la campagna elettorale per la conquista del Comune. La leader di Fdi, pur volendo tenere separate le elezioni politiche dalle amministrative, sa che il capoluogo lombardo rappresenta una pedina fondamentale sullo scacchiere della politica e l’annuncio giusto nel posto giusto vale qualche punto percentuale, tanto nei sondaggi quanto nelle urne. Fissata l’agenda, e non è un dettaglio da poco, al centrodestra resta solo da lavorare sul nome visto che il gioco dei veti incrociati sembra essere l’unica certezza.

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A confermarlo l’ennesima «dichiarazione d’amore» del presidente del Senato, Ignazio La Russa, nei confronti del leader di Noi Moderati, Maurizio Lupi. «Ho invitato tutti i papabili a far parte della squadra. Decide Roma. Se c’è un civico mi va bene. Ma di politici non ho visto altri che Lupi, ottimo candidato», ha ribadito in un’intervista al Corriere della Sera, parlando delle prossime elezioni comunali di Milano. Un’affermazione, quella di La Russa, mal digerita da tutti gli attori del centrodestra. In molti, ormai, si domandano se quella di La Russa nei confronti di Lupi sia solo una mossa tattica (pensando alle regionali...) o vera convinzione, visto che Giorgia non vuole il leader di Noi Moderati.

E anche in Fdi non manca chi, a microfoni rigorosamente spenti, si interroga su quale senso abbia insistere su una candidatura che non incontra il favore di Forza Italia e Lega e su cui, di conseguenza, la Meloni non pare disposta a forzare la mano. «Io ho segnalato da parecchi mesi che bisogna trovare un accordo sul nome perché il programma è già scritto», spiega Alessandro Morelli, esponente di primo piano della Lega e sottosegretario alla presidenza del Consiglio, «ovvero una città di buon senso che voglia crescere a favore dei cittadini e non valorizzare le due Milano che si sono create con l’amministrazione Sala, ovvero una Milano della Ztl e del caviale, che è quella del centro, e una Milano 'Forza Maranza' delle periferie». Quanto al nome, come è noto, il Carroccio ha messo sul tavolo quelli dell’europarlamentare, Silvia Sardone, indicata dal popolo leghista ai gazebo, Alessandro Spada, ex presidente di Assolombarda, e il giornalista Giovanni Terzi, compagno di Simona Ventura. Quindi non Lupi.

Quanto a Forza Italia c’è solo da ricordare le parole di Gabriele Albertini, ex sindaco di Milano e padre nobile del centrodestra milanese (da qui l’antagonismo con La Russa...) nei confronti del leader di Noi Moderati, più volte definito dall’esponente berlusconiano un «perdente». Gli azzurri, dal canto loro avevano tentato l’operazione Cottarelli, franata per l’indisponibilità dell’economista. Restano in piedi le opzioni Pietro Tatarella e Antonio Civita, patron di Panino Giusto. «Noi siamo per sostenere un candidato di centrodestra, abbiamo le nostre idee e abbiamo dei nomi importanti da sottoporre agli alleati, sia civici sia di Forza Italia», ha spiegato il leader azzurro Antonio Tajani, parlando della scesa in campo di Mario Calabresi per il centrosinistra. «Non voglio bruciarli, ma ci sono politici di Forza Italia e ci sono anche figure civiche che potrebbero essere del mondo universitario, del mondo territoriale, che potrebbero essere degli ottimi candidati».

L’obiettivo del suo partito, «il centro del centrodestra», è quello di vincere in tutte le città italiane con il centrodestra, vogliamo vincere le elezioni politiche con il centrodestra. A Milano «visto il malgoverno dell’attuale amministrazione, con un buon candidato, una buona campagna elettorale» dice Tajani, «si può vincere», pensando alle esperienze di «buon governo» delle amministrazioni di Letizia Moratti e Gabriele Albertini.

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