Alla fine si è scoperto che la traditrice, Giulia Presutti, tiene a Report più di Sigfrido Ranucci. Quando ha capito di essere lei il problema alla ripresa del programma a novembre, la giornalista ha fatto il passo indietro e ha rinunciato alla conduzione. Brava. Ora toccherebbe a Sigfrido il gesto eroico di accettare che non è più lui l’uomo adatto ad andare avanti.
Molta parte della sua redazione, che è invero piuttosto balcanizzata a causa della sua mala opera, lo ha capito da un pezzo. Non però il vicedirettore Rai, il cui mantra è ormai muoia Sigfrido con tutti i filistei. Ogni sua mossa risponde alla logica: senza di me, Report non si ha da fare. Anche l’ipotesi di uno slittamento dell’inizio della trasmissione a gennaio, ventilata dalla stampa amica dell’ex conduttore, e a cui la redazione ha ribadito ieri di essere contraria, sarebbe funzionale solo ai suoi interessi. Il giornalista è convinto di vincere il ricorso alla magistratura contro la sua sospensione e punta a essere reintegrato prima che il programma riparta. Se la partenza slitta, diventa tutto più facile per lui.
Report, costi esorbitanti: la Rai non teme gli inviati in fuga
Il braccio di ferro tra la Rai e il blocco di inviati storici di Report prosegue. «Nell’incontro di oggi abb...L’incontro avvenuto ieri tra la redazione di Report e il direttore degli Approfondimenti Rai, Paolo Corsini, ha però deluso l’ex conduttore. Il passo indietro di Presutti, che ha attaccato grossolanamente, è per lui una vittoria di Pirro. L’appuntamento tra la redazione e i vertici Rai è stata una sorta di assemblea con punte di autocoscienza. Durata un’ora, è andata meglio del previsto per l’azienda. Gli inviati hanno subito dichiarato che «è stato aperto un canale di dialogo con la Rai» e che l’obiettivo è andare in onda l’8 novembre, come previsto, senza slittamenti.
REDAZIONE E PRETESE
Il punto è che la redazione, checché se ne dica, non è pronta a immolarsi per Sigfrido. Ha le sue pretese, e il direttore degli Approfondimenti si è preso un pugno d’ore per rispondere, per potersi confrontare prima con l’amministratore delegato, Giampaolo Rossi. Non ha un piccolo peso nella vicenda la lettera che da due mesi giace sul tavolo di Corsini con la quale tutti, a eccezione di un pugno di giornalisti, esprimono le loro perplessità sulla vicenda di Valter Lavitola, descrivono il conduttore come una sorta di dittatore, per di più dai modi sgradevoli, e si dicono pronti ad andare avanti senza di lui, di fatto sfiduciandolo.
Report rinviato a gennaio? Il format implode: le ultime indiscrezioni
Report potrebbe slittare. La prima puntata non più l'8 novembre, ma a gennaio. Sarebbe questa l’indicaz...Logico. Bisogna tornare a lavorare e tutelare il marchio Report, il che significa anche partire a scadenza: questo è l’interesse comune di azienda e giornalisti, opposto solo a quello dell’ex condutture. I duri e puri, che però sarebbe sbagliato definire dalla sua parte, perché in realtà stanno solo dalla loro, di fatto sono tre. Giorgio Mottola, che aspira a sostituire Sigfrido e che può permettersi di lasciare il programma, se sono vere le voci che riportano di un’offerta Mediaset per fare la Iena; massimo rispetto, ma... Giulia Innocenzi, la giornalista per nomina del padre-padrone, visto che non è iscritta all’Ordine, e che può permettersi di fare l’idealista e puntare solo sulla sua immagine di pasionaria con scarpe Caovilla. Paolo Mondani, che però ha il lusso di essere in meritata pensione. Gli altri sono allo sbando, con una pallida divisione tra interni, pronti a partire a ogni condizione, e inviati, che avanzano pretese. Questa la grande spaccatura, all’interno della quale, ciascuno, sui due fronti, ha una posizione individuale.
Follow the money, insomma: segui il denaro, se vuoi capire. Ranucci è senza conduzione, ma i suoi emolumenti Rai vicini ai 240mila euro, il massimo possibile dopo il tetto degli stipendi pubblici messo per volontà dei grillini, sono blindati.
L’azienda non pensa neppure di toccarli e tutte le tre offerte che sono state fatte al giornalista (corrispondenza all’estero, vicedirezione del Tg3 o di Rainews) garantiscono la somma. Diverso è per quella che il conduttore chiama “la sua squadra”, dando al pronome possessivo una valenza che nella realtà non ha. I collaboratori esterni, ai quali viale Mazzini versa circa 4 milioni di euro l’anno - ma Report è una macchina che ne costa molto di più - hanno contratti che scadono tra un anno e, se lasciano la trasmissione come hanno minacciato, non solo perdono quei soldi, ma devono anche pagare delle penali. Quanto alla trentina di interni Rai che fanno parte della squadra, facendo naturalmente lievitare il costo del programma, sanno cosa lasciano ma non cosa potrebbero trovare.
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Meglio quindi andare d’accordo, anche perché le guerre vale la pena di farle solo per se stessi, e non per chi ti sfrutta, e se sei sicuro di poterle vincere. L’altro aspetto da non sottovalutare infatti è che la Rai si è presentata dialogante ma agguerrita. Ha fatto sapere di essere in grado di partire anche in caso di pesanti defezioni della squadra di Report. Quattro puntate sarebbero già pronte, su oltre duemila giornalisti dipendenti non è poi impossibile trovare professionalità in grado di confezionare il prodotto. Insomma, un modo per andare avanti si troverebbe comunque. Tutto sta nella volontà dell’azienda di non snaturarlo, come dimostrano le offerte per la conduzione che sono state fatte a Milena Gabanelli e Federica Sciarelli, oltre al carotaggio che è stato fatto su Peter Gomez.
Il nodo vero dunque erano i conduttori. Il sacrificio di Presutti basta a scioglierlo? Lo sapremo nelle prossime ore. Si è capito subito che sarebbe andata male per lei, quando ieri pomeriggio si è presentata con l’altro conduttore, Daniele Piervincenzi, in via Teulada per incontrare i colleghi di Report con Corsini, in modo da spiegarsi e rispondere alle loro domande. Non era aria però e l’opzione è stata subito accantonata. Il diktat ora è chiudere la vicenda in fretta. Fratelli d’Italia ha messo il silenziatore ai suoi rappresentanti e anche i social del partito schivano l’argomento da un po’. Peraltro Giorgia Meloni non ha mai spinto per la sostituzione di Sigfrido e, sommessamente, lo ha fatto filtrare. Non è scartata l’ipotesi di un’alternanza in conduzione. Un quadrumvirato? Report si considera un prodotto particolare. In ogni caso, il problema dell’azienda è anche quello di non creare precedenti.




