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"Effetto-Vannacci", il sondaggio: timori nella redazione di Repubblica

giovedì 3 settembre 2026
"Effetto-Vannacci", il sondaggio: timori nella redazione di Repubblica

3' di lettura

Repubblica, con una punta di malcelato terrore, lo chiama "effetto Vannacci". E anche se come sembra l'ipotesi di una legge elettorale con secondo turno e ballottaggio tra le coalizioni dovesse saltare, le analisi dei sondaggisti svelano molto di quello che potrebbe accadere al momento delle prossime elezioni politiche.

Se davvero andremo alle urne con un ballottaggio, spiega un sondaggio di Youtrend svolto tra 1 e 2 settembre su 1.200 intervistati, il Campo largo vincerebbe al primo turno arrivando al 44,4%, davanti di oltre 6 punti il centrodestra (al 38,1%). In caso di ballottaggio, però, il centrosinistra perderebbe di 2,2 punti percentuali. Un ribaltone frutto del voto degli elettori di Futuro nazionale, il partito di Roberto Vannacci che almeno al momento non viene considerato parte integrante del centrodestra. 

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"La difficoltà per il centrodestra al primo turno spiega forse la necessità del governo di cambiare la legge elettorale approvata alla Camera", spiega a Repubblica Giovanni Diamanti, presidente di Youtrend. Al momento, la legge elettorale prevede un premio di maggioranza alla coalizione che supera il 42 per cento.

Al primo turno, Vannacci viene dato all'8,2%. Risultato sorprendente, ma inutile se non in coalizione. O senza il ballottaggio, appunto. Perché quei voti andrebbero al centrodestra o finirebbero tra gli astenuti al secondo turno. Di sicuro, non al centrosinistra. "Vannacci non accenna a fermare la propria ascesa e al primo turno c’è un evidente travaso dal centrodestra verso Futuro nazionale che sta contendendo segmenti elettorali rilevanti al centrodestra", sottolinea Diamanti. Al secondo turno, però, "c’è una mobilitazione degli elettori vannacciani verso il centrodestra ed è questa la principale chiave del ribaltamento che vediamo tra il primo e il secondo turno".

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Notevole il campanello d'allarme per il campo largo, perché in caso di secondo turno peserebbe l'incognita degli elettori del Movimento 5 Stelle, di Italia Viva e +Europa, meno convinti di tornare alle urne. A favore del centrodestra, poi, giocherebbe la capacità di attrarre in un ballottaggio i voti di Azione e del Partito liberaldemocratico. Insieme, si tratta di un prezioso 5,4 per cento. Questo perché il campo largo "ha difficoltà ad allargare sul secondo turno", conclude Diamanti. E perché in fondo il bacino di elettori potenziali termina con il primo turno. 

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Vannacci, in ogni caso, si prepara a raccogliere. "Per mesi Fn doveva essere irrilevante. Appena i sondaggi lo hanno portato davanti a Lega e FI, sono comparse nuove formule elettorali. E' la mossa della paura", attacca in una intervista al Foglio. Alla domanda su quali indicazioni darebbe in caso di ballottaggio alle elezioni politiche, l'ex generale replica: "Chi immagina di poter escludere Fn al primo turno e poi incassarne automaticamente i voti al secondo commette un errore grave. I nostri elettori non sono un pacco postale da trasferire da una coalizione all'altra e non sono proprietà né mia né, tanto meno, dei partiti che oggi vorrebbero neutralizzarne il consenso. La destra è certamente la nostra collocazione naturale, ma 'naturale' non significa automatica, subalterna o incondizionata". Quindi, aggiunge il leader di FnV, "nell'eventualità di un ballottaggio valuteremo la legge approvata, le coalizioni in campo e soprattutto gli impegni programmatici. Se esisterà una convergenza seria, Fn farà la propria parte. Non annuncio oggi l'astensione e non la agito come minaccia, ma nessuno può considerare già acquisita la nostra indicazione di voto. Chi vuole i nostri voti dovrà meritarseli".