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Conte sgancia la bomba sul Pd: "Se non faccio le primarie i miei mi sputano"

di Roberto Tortoramartedì 8 settembre 2026
Conte sgancia la bomba sul Pd: "Se non faccio le primarie i miei mi sputano"

2' di lettura

Un momento di pura convivialità per Giuseppe Conte, che si gode la festa dell’Unità di Villa Fastiggi, nel quartiere più rosso di Pesaro, la "piccola Russia", e scherza: "Questo è il vero motivo per cui partecipo volentieri alle feste dell'Unità, mica per fare campagna per le primarie". Il presidente del Movimento 5 stelle assaggia tutto. Pasticciata, stracotto di manzo e poi un bis di cannelloni. 

Dopo oltre un'ora di dibattito con Matteo Ricci, ex sindaco di Pesaro ed europarlamentare del Pd, Conte si toglie la giacca e si accomoda a tavola. Ma sulla definizione di "filoputiniano" non transige: "Ho sempre condannato l'aggressione all'Ucraina, qui non ci sono filoputiniani, è chiaro?". La partita vera, però, è quella delle primarie. Conte piomba secco sulle primarie e usa parole forti: “Per me non ci sono alternative - spiega a La Stampa - se accettassi di individuare il leader in un altro modo, i miei mi sputerebbero".

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E mette una condizione precisa: "Sono al servizio del progetto progressista, a prescindere da chi vincerà le primarie. Se sarà Schlein, la sosterremo. Non farlo sarebbe di una vigliaccheria inconcepibile". Il nodo più spinoso resta Matteo Renzi. Alla domanda sul leader di Italia Viva, Conte non gira troppo intorno alla questione: "Per me Renzi ci fa perdere voti, prenderlo in coalizione è un errore". Nessun veto personale, precisa, ma un problema di "affidabilità degli alleati e di coerenza sul programma".

Al contrario, guarda con interesse ad Alessandro Onorato, il cui movimento degli amministratori "può farci recuperare una parte degli astenuti". Poi c'è Silvia Salis, ancora indecisa secondo Conte. E il possibile scenario di una sfida a quattro tra Schlein, Conte, Onorato e Renzi (o Salis) promette già una campagna movimentata. Alla fine, però, arriva il richiamo della platea: "Dovete fare questo benedetto programma". Conte prende nota: "Entro fine ottobre possiamo scriverlo. Questo ci chiedono i nostri elettori". E mentre lascia la festa, si concede l'ultima battuta: "Anche tra quelli del Pd ho un certo seguito".

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