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Legge elettorale, Lisei manda in tilt la sinistra: "Il premier 'Pinco Pallo'", scintille in aula

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mercoledì 9 settembre 2026
Legge elettorale, Lisei manda in tilt la sinistra: "Il premier 'Pinco Pallo'", scintille in aula

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"L'impressione è che la sinistra sia un po' allergica alla sovranità popolare. Capisco che volete interpretare la Costituzione come volete. Forse nella vostra interpretazione della Costituzione la sovranità non appartiene al popolo, ma appartiene alla casa del popolo. Ma non è espressione della sovranità popolare se i cittadini possono sapere chi è il candidato premier delle coalizioni? Non è espressione della sovranità popolare se i cittadini possono finalmente mettere da parte i governi papocchio, i governi che hanno generato instabilità e i presidenti del Consiglio che nessuno aveva mai sentito nominare?": a dirlo Marco Lisei in aula al Senato, durante il dibattito sulle pregiudiziali alla riforma elettorale.

Il senatore di FdI, poi, è entrato nel vivo della polemica richiamandosi alle "parole che ha pronunciato la sinistra quando venne scelto come presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il premier 'Pinco Pallo', definito 'Pinco Pallo' da Dagospia, da quelli che vi siedono di fianco, cari colleghi del Movimento 5 Stelle". E ancora: "Per la prima volta nella storia della Repubblica è stato scelto un premier che nessuno sapeva chi fosse. Nessuno sapeva chi fosse Giuseppe Conte. Lo sapeva forse lo studio Alpa".

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A quel punto si è scatenato il caos in aula. E di fronte alle ripetute proteste dai banchi del M5s il presidente del Senato Ignazio La Russa ha replicato con un "lasciamolo parlare", segnalando che "ho sentito di peggio". Poi, quando Lisei ha terminato il suo intervento, La Russa ha ricordato ai senatori che "dovete consentire a chi non la pensa come voi di esprimere le proprie opinioni. E io le ho sentite da una parte e dall'altra". "Vi assicuro che, se facciamo un esercizio di ascolto quando parla un nostro collega di gruppo e lo confrontiamo con gli altri, vedrete che il trattamento è identico", così il presidente del Senato ha chiuso l'animata fase del dibattito. 

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