Libero logo

Spiava Meloni: ecco chi rischia il processo

di Michele Zaccardimartedì 15 settembre 2026
Spiava Meloni: ecco chi rischia il processo

2' di lettura

Ha consultato i dati personali di Giorgia Meloni per tre volte in un giorno. Due per consultare l’anagrafica e una terza per controllare la posizione contributiva della presidente del Consiglio. E questo senza alcun motivo di servizio. Era il 17 febbraio 2025. E ora, a più di un anno e mezzo di distanza, una dipendente dell’Inps rischia di andare a processo. La Procura di Roma ha infatti chiesto il rinvio a giudizio per la donna con l’accusa di accesso abusivo a un sistema informatico. E con un’aggravante di certo non secondaria: la donna avrebbe agito nella sua veste di dipendente dell’Inps, dove era in forza al Coordinamento generale medico legale, abusando quindi, secondo la Procura, dei poteri connessi alla sua funzione o violandone i doveri. Attraverso le credenziali di lavoro, la donna avrebbe dunque curiosato nella posizione della premier. Come detto, gli accessi contestati sono tre e portano tutti la stessa data. Due riguardano Arca, l’archivio anagrafico dell’Inps, dal quale è possibile consultare i dati identificativi e anagrafici di una persona, come il codice fiscale, data e luogo di nascita e soprattutto la residenza.

IL CASO
Il terzo invece ha messo nel mirino l’estratto contributivo, dove è registrata la storia previdenziale del lavoratore. Periodi di contribuzione, tipologia dei contributi e informazioni relative alle attività lavorative che li hanno prodotti. Insomma, dati riservati. A far emergere il caso sono stati gli accertamenti interni dell’Inps. L’Istituto ha inviato una prima comunicazione alla fine dello scorso dicembre. Poi sono arrivate le verifiche sulla protezione dei dati e il fascicolo è finito sul tavolo della Procura di Roma. La dipendente è stata interrogata il 17 aprile. Due mesi più tardi, il 23 giugno, concluse le indagini, la pm Alessandra D’Amore ha chiesto al giudice il rinvio a giudizio. Nella vicenda ci sono due “persone” offese: la premier e l’Inps, il cui sistema informatico sarebbe stato utilizzato per compiere gli accessi contestati.

MISTERO
Ma è sul movente di quelle incursioni nei sistemi informatici dell’Istituto di previdenza che resta il mistero. Perché la donna ha cercato informazioni su Meloni? E perché entrare per tre volte, nello stesso giorno, nella sua posizione Inps? La contestazione ricostruisce gli accessi, l’orario e le banche dati consultate. Ma sul perché di quelle ricerche resta un vuoto: la dipendente non ha fornito alcuna spiegazione. Del resto, non è la prima volta che il nome della premier compare in un’inchiesta nata dalle incursioni di un dipendente dentro banche dati alle quali aveva accesso per ragioni di lavoro. Nel 2024 era stato scoperto il caso di un bancario di Intesa Sanpaolo che aveva consultato senza autorizzazione migliaia di rapporti appartenenti ai clienti dell’istituto. E tra politici, magistrati e personaggi pubblici finiti nelle sue ricerche c’era anche Meloni.