Li chiamavano moderati. In realtà, i nuovi leader del centro - perlomeno del centrosinistra - non si risparmiano colpi, fendenti, persino insulti. L’ultimo caso ha per protagonista Alessandro Onorato, fondatore di Progetto Civico, che ieri, in un video pubblicato sui suoi social, ha attaccato pesantemente Bruno Tabacci, ex Udc, dal 2012 fondatore di Centro democratico, dandogli del “cameriere” e del seminatore di menzogne. La ragione è che, a detta dell’assessore capitolino, Tabacci avrebbe diffuso “fake news” su di lui. Nel dettaglio, avrebbe detto che lui, Onorato, avrebbe chiesto a Tabacci il simbolo di cui l’ex dc è detentore e con cui è stato eletto alla Camera dei deputati, Centro democratico. E questo per ovviare al problema di raccogliere 6mila firme per collegio, come richiesto dalla nuova legge elettorale per le formazioni nuove (come Progetto civico). Affermazione, va detto, mai fatta da Tabacci. «Caro Bruno», si scaglia Onorato, «sono più di 30 anni che sei in Parlamento e a 80 anni rappresenti al meglio il nostro Paese. Persone che hanno avuto tutto, forse troppo, e non vogliono lasciare il campo al vero cambiamento. In politica siete stati abituati ad andare in Parlamento senza voti perché siete dei geni. Vi inventate norme, stratagemmi. Un simbolo un giorno lo presentate con +Europa e vi danno un posto in Parlamento, un giorno con il Pd e ve ne danno un altro. Un giorno provate a salvare Di Maio e Spadafora, senza successo. Adesso vi apprestate a fare i camerieri di Matteo Renzi, in bocca al lupo, portatevi il grembiule».
L’antefatto è che Tabacci possiede qualcosa che risolverebbe i problemi di Onorato. Dal 2013 è stato eletto con il simbolo Centro Democratico. Nato in occasione delle primarie di coalizione del 2012, si è presentato alle elezioni del 2013, del 2018 e del 2022. E Tabacci è sempre stato eletto sotto questa insegna. A quelle del 2018 fece un accordo con +Europa, grazie al quale il partito di Emma Bonino fu dispensato dalla raccolta delle firme. Lo stesso accadde nel 2022 con Luigi Di Maio (ma fu eletto solo Tabacci). In entrambi i casi, però, ha spiegato più volte l’ex dc, si trattava di accordi politici. Il punto è che questa volta, si spiega dalle parti di Tabacci, per fare un accordo manca la politica. Quale sarebbe la proposta di Progetto Civico? Quali elettori rappresenta, al di là del personale politico? Con quali idee? Quelle, sull’Ucraina, di Conte? Insomma, non esiste. E così sfuma, per Onorato, la possibilità di aggirare l’impresa titanica di raccogliere 6mila firme per collegio.
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Una strada, infatti, sarebbe quella di creare una componente parlamentare nel gruppo Misto. Basterebbero 3 parlamentari. Giuseppe Conte, grande sponsor di Onorato, si sarebbe detto disposto a cedere qualche parlamentare del M5S. Anzi, la proposta dell’ex premier era che ciascun partito del campo largo (Pd, Avs, M5S) ne offrisse uno. Ma l’idea è stata accolta dagli alleati con freddezza, complice il sospetto che Onorato, i cui padrini politici sono Conte e Bettini, alle primarie, in caso di doppio turno, sostenga poi il leader del M5S. In ogni caso, anche se si trovassero i 3 parlamentari, resterebbe il problema del simbolo. Per formare una componente, serve, infatti, un simbolo che si sia presentato alle elezioni. E torniamo a Tabacci. L’ex dc, che in questi mesi ha sostenuto invece Ernesto Ruffini fondatore di Più Uno, non ci pensa proprio a fare un accordo con Onorato. Ma nemmeno, se è per questo, con Matteo Renzi. Più probabile che, con Ruffini e magari Riccardo Magi, decidano di fare una lista insieme. Ma si vedrà. Per il momento c’è un’unica certezza: Onorato, per candidarsi, dovrà raccogliere le firme. A meno che Conte non lo ospiti nelle liste del M5S.




