L'ex capo della Polizia Franco Gabrielli annuncia in una intervista al Corriere della Sera l'intenzione di candidarsi con il movimento di Ernesto Maria Ruffini. "Avrei potuto aspettare la nascita di un governo che mi affidasse magari qualche incarico. Ma non è questo che mi interessa. Credo sia più importante impegnarsi in prima persona nella costruzione di una nuova idea di Paese. Accompagnerò un progetto già in cammino: quello di Ernesto Maria Ruffini, perché vi ho riconosciuto valori molto vicini ai miei. Lo faccio senza chiedere ruoli o garanzie: prima viene il progetto, poi il resto".
Una scelta, quella di Gabrielli, che si colloca nel centrosinistra "senza ambiguità". Dunque "non cerchiamo un'equidistanza tra destra e sinistra. Non immaginiamo un centro autosufficiente, destinato all'irrilevanza. La nostra collocazione è nel centrosinistra, con l'ambizione di renderlo più largo, credibile e capace di governo. Non una somma di sigle unite contro qualcuno; un'alleanza costruita attorno a un'idea del Paese".
Nell'intervista, Gabrielli racconta l'impegno giovanile con la Democrazia cristiana, poi l'ingresso in Polizia fino a diventarne la figura apicale. Un ruolo, quello ricoperto, che può sollevare dubbi circa l'opportunità di entrare in politica, per via delle numerose informazioni anche su altri soggetti, che necessariamente si acquisiscono: ma Gabrielli assicura: "Non appartengono alla persona che ricopre quell'incarico; appartengono allo Stato e restano protette dalla legge e dal dovere di riservatezza".
E su ipotetici dossieraggi è netto: "Non li ho mai praticati e non fanno parte della mia cultura istituzionale. Semmai credo che ai cittadini possa interessare avere persone con esperienza e competenza. E la mia esperienza non si esaurisce nella polizia: comprende la protezione civile, l'intelligence, la gestione delle emergenze e il funzionamento concreto della macchina pubblica".




