"Bisogna parlare di progressività delle imposte. È stata il perno delle politiche dei social-democratici ma anche dei cristiano-popolari nel secondo Dopoguerra, fino agli anni Novanta. Poi si è diffuso il mantra delle tasse che, per carità, non si toccano, la flat tax tutte quelle robe lì…".
In un'intervista a La Stampa, il filosofo Massimo Cacciari prova a dettare l'agenda poltica e fiscale al campo largo. "La sinistra - aggiunge - si è profondamente ammalata! Non vede che non ha il coraggio di dire niente sulle politiche fiscali per paura di perdere voti?". Dovrebbe avere il coraggio di parlare apertamente di patrimoniale? "Dovrebbe avere il coraggio di proporre delle politiche fiscali accentuatamente progressive - prosegue Cacciari -. La progressività è prevista in Costituzione, e se non si pratica, tutti i discorsi sulle proposte sociali sono privi di fondamento, perché dove le trovi le risorse? Con più di tremila miliardi di debito pubblico non possiamo più indebitarci, devi trovare le coperture: che sia la patrimoniale o altro, considerato anche che un terzo degli italiani non pagano le tasse. Altrimenti tutte le proposte come quelle su sanità e scuola sono pura retorica".
Massimo Cacciari liquida Roberto Vannacci: "Sul piano internazionale non conta nulla"
"Le divisioni nella destra? Sul piano internazionale non contano nulla". Massimo Cacciari liquida così ...La proposta di salario minimo, spiega l'ex sindaco di Venezia, "è assolutamente sensata che diventerà necessaria, con uno sviluppo economico così squilibrato e un'accelerazione tecnologica che andrà verso la riduzione del cosiddetto lavoro necessario. Ma va articolata bene e, appunto, sostenuta da una politica fiscale coerente, altrimenti non è sostenibile a lungo".
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"Io non sono rimasta molto sorpresa del fatto che a forze politiche che ogni giorno propongono una nuova patrimonia...Resta un grande dubbio: in vista delle elezioni, lo schieramento progressista sta facendo uno sforzo per affrontare il tema gigantesco delle diseguaglianze? "Speriamo - continua -, ammesso che un programma prima o poi verrà fuori. Il fatto è che c'è un problema speculare in entrambe le coalizioni. In nessuna delle due c'è una vera unità. Servirebbe uno sparigliatore che metta insieme i pezzi di destra e di sinistra che sono d'accordo su alcuni temi. Dieci anni fa avrebbe potuto farlo Matteo Renzi, ma non c'è riuscito", conclude Cacciari.




