C'è una data che tanti parlamentari hanno cerchiato di rosso sui propri calendari: 14 aprile 2027. Il motivo? Si tratta del giorno in cui 184 deputati su 400 e 81 senatori su 200 matureranno la prima pensione da parlamentare, in quanto circa la metà degli eletti è alla prima elezione in assoluto. Per raggiungere questo traguardo, infatti, è necessario aver esercitato il proprio mandato da parlamentare per 4 anni, 6 mesi e un giorno, calcolati partendo dal 13 ottobre 2022, giorno di insediamento delle Camere. Superato lo scoglio dell'approvazione in Parlamento della legge elettorale, deputati e senatori possono tirare un sospiro di sollievo. Ora, infatti, la legislatura dovrebbe proseguire senza intoppi, almeno fino all'inizio del nuovo anno.
Un altro scenario si baserebbe invece sullo scioglimento anticipato delle Camere intorno al 15 gennaio. Una data a partire dalla quale, tra i tempi indicati dall’articolo 61 della Costituzione e i vari incastri pratici, i primi giorni utili per le elezioni sarebbero 4 e 5 aprile, ovvero il primo weekend dopo Pasqua. In ogni caso, si andrebbe ben oltre il 14 aprile, considerando i tempi per l’insediamento a Montecitorio e Palazzo Madama.
Legge elettorale, sì alla fiducia ai primi due articoli. Pd: "Schiaffo al Parlamento". Lega: "Sinistra smemorina"
Con 226 voti favorevoli, 147 contrari e 3 astenuti l'aula della Camera ha approvato la questione di fiducia posta da...A questo sistema pensionistico parlamentare si è arrivati con il decreto Salva-Italia del governo Monti: il Parlamento aveva abolito il vecchio sistema di calcolo retributivo dei vitalizi. Dal 1° gennaio 2012, i nuovi parlamentari versano i contributi e ricevono una pensione parametrata con il metodo contributivo, uguale a quella dei lavoratori comuni, percepibile solo al raggiungimento della "vecchiaia" (65 anni). Mentre nel 2018, sotto la spinta del M5S e la presidenza di Roberto Fico alla Camera, è stata approvata la delibera per ricalcolare con il metodo contributivo anche i vecchi vitalizi già erogati agli ex parlamentari, riducendone gli importi a partire dal 1° gennaio 2019. Non è stata abolita la pensione: dal 1° gennaio 2012 gli eletti maturano una pensione contributiva, calcolata sui contributi versati durante il mandato.




