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Anpi, FdI infierisce: "Finito il tempo della doppia morale", sinistra a brandelli

venerdì 16 ottobre 2026
Anpi, FdI infierisce: "Finito il tempo della doppia morale", sinistra a brandelli

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La contestazione durissima della comunità ebraica all'Anpi di questa mattina a Roma "dimostra che è finito il tempo della doppia morale". Le urla e gli insulti ai rappresentanti dei partigiani in occasione della commemorazione delle deportazioni del 16 ottobre 1943 spaccano ulteriormente la sinistra italiana. Dopo le innumerevoli contestazioni dei vari cortei del 25 aprile alla presenza della Brigata ebraica, stavolta il gioco si è ribaltato: è la comunità ebraica a contestare la partecipazione della delegazione Anpi a Roma in quanto troppo vicina alle posizioni dei pro-Pal se non addirittura di Hamas. E lo fa notare Federico Mollicone.

"Non si può stare il 16 ottobre al Ghetto e poi tutti gli altri giorni in piazza con chi esalta il 7 ottobre con le bandiere di Hamas, con chi pensa che sia stato un atto di resistenza e con chi caccia la brigata ebraica dai cortei per il 25 aprile", sottolinea il presidente della Commissione Cultura della Camera e deputato di Fratelli d'Italia. "Come Parlamento, siamo stati insieme al Presidente dell'Ucei Ottolenghi, al Presidente Fadlun e a tutta la Comunità ebraica di Roma per commemorare una ferita ancora aperta della nostra storia, ricordare le oltre mille persone che, in quella giornata drammatica, furono strappate dalle proprie case dai nazifascisti e deportate nel campo di concentramento di Auschwitz e contrastare tutte le forme di antisemitismo".

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"Siamo riusciti a escludere l’Anpi dalle commemorazioni del 16 Ottobre, ottenendone l’allontanamento. Da due giorni, come presidente della Comunità Ebraica di Roma, avevo chiesto all’Anpi di non partecipare a un dolore che appartiene alle nostre famiglie e alla nostra comunità - sono le parole di Victor Fadlun, presidente della Comunità Ebraica di Roma -. La loro presenza non era gradita, non si va in casa d’altri durante un lutto senza essere ben accetti. Specialmente se il dolore delle famiglie riguarda una delle pagine più dolorose della nostra storia bimillenaria, il giorno del rastrellamento e della deportazione di 1.022 ebrei nei campi di sterminio. Soltanto sedici tornarono e nessun bambino. Non c’è dubbio che la decisione dell’Anpi, considerando le nostre prese di posizione ufficiali, sia stata una provocazione. Ed è stato giusto estrometterli dalla cerimonia, per non turbare un momento di sofferenza profonda, il dolore che si rinnova per un’immensa ferita. Non vogliamo l’Anpi, non solo il 16 ottobre, ma anche nelle altre occasioni dedicate alla Memoria e alla lotta contro il nazi-fascismo, a cui gli ebrei hanno contribuito con 2000 partigiani. Loro sono arrivati a cancellare la Brigata Ebraica dal corteo del 25 aprile, e ormai fanno solo politica e hanno più volte manifestato la vicinanza alle piazze Pro-Pal. Non sono più un’Associazione di partigiani impegnata a preservare la memoria, ma un movimento che ne tradisce il ricordo e fa politica. Apprezzeremo di nuovo l’Anpi quando tornerà a essere la custode autentica della memoria e di un patrimonio ideale condiviso".

"Come tutti gli anni partecipiamo con le associazioni partigiane alla cerimonia del 16 ottobre 1943 - è invece la posizione della presidente di Anpi Roma Marina Pierlorenzi -. Siamo romani e quel giorno tanti romani salvarono altri romani di religione ebraica. Tornarono vive solo 10 persone. Quello che è successo stamattina ci rammarica in maniera particolare". Negli scorsi giorni il presidente Fadlun aveva già invitato l'Anpi a non partecipare alla commemorazione organizzata da Roma Capitale. All'arrivo della delegazione Anpi questa mattina alcuni membri della comunità hanno contestato la presenza urlando insulti come "sorci" e "assassini" e contestando all'associazione di "stare con Hamas". La cerimonia è stata interrotta, tutte le associazioni, Anpi compresa, si sono allontanate dalla piazza e all'arrivo del sindaco Gualtieri sono riprese le commemorazioni con la deposizione delle corone di fiori. "Riteniamo particolarmente gravi le dichiarazioni di Fadlun di escluderci da una cerimonia organizzata da Roma Capitale", prosegue Pierlorenzi. "Le nostre posizioni sulla Shoah sono chiare. Ciò che succede oggi in Israele con il governo Netanyahu è altra cosa. Abbiamo pieno titolo a essere qui oggi. Abbiamo vissuto ciò che è successo oggi con grande dolore e speriamo che le cose si possano ricomporre. Le altre associazioni di partigiani sono state solidali e hanno deciso di uscire dalla piazza assieme a noi a fronte di un'esclusione incomprensibile", aggiunge. "Cosa mi ha detto Gualtieri quando mi ha salutato a fine cerimonia? Che è rimasto molto dispiaciuto e addolorato".

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