Da una parte i disordini di Milano, con la città ancora sospesa. Dall’altra il congresso della Lega, che da domani catalizzerà l’attenzione degli osservatori politici.
Sullo sfondo la partita elettorale su Milano. Non potrebbe trovarsi più al centro di questi tre fuochi Silvia Sardone, vicesegretaria del Carroccio, europarlamentare eletta con più di 75mila preferenze e consigliera comunale a Milano.
Onorevole, nel fine settimana abbiamo visto la sua città assediata. Cosa pensa della gestione dei disordini?
«Come ha detto bene il ministro Salvini, uno degli errori è stato quello di dargli accesso a Piazza del Duomo, perché comunque quello è un simbolo per Milano e per tutta l’Italia. Piazza del Duomo con il fuoco e le auto dei carabinieri devastate non sono immagini ammissibili: non possono circolare e non possono rappresentare la città».
Qual è la sua opinione rispetto alle decisioni prese dal vertice straordinario sulla sicurezza?
«Sanno già che sabato ci possono essere altri scontri e quindi stanno prendendo i provvedimenti. Anche il Consiglio dei Ministri ha varato delle norme ad hoc, quindi come Governo sono già intervenuti. Detto questo chiederei a tutti di prendere distanze dai violenti, i distinguo che abbiamo sentito da parte di alcuni esponenti a sinistra alimentano possibili violenze».
Nonostante il sindaco Sala abbia applaudito l’arrivo dei rinforzi, a sinistra diversi aspiranti sindaci hanno criticato la «militarizzazione».
«Loro sono sempre stati contro i militari in città. Ricordo quando Majorino e Sala contestarono quelli in Stazione Centrale: noi già avevamo chiesto l’ampliamento di strade sicure, quindi vedere 500 militari in più ci vede molto soddisfatti. Qual è la loro soluzione? Abbracciare i maranza che devastano le vetrine? Fare come Salis che promuove assistenza legale gratuita ai facinorosi?».
Sembra che il ruolo dei centri sociali nei disordini del fine settimana non fosse di primo piano...
«Il centro sociale Lambretta, è stato il primo a promuovere l’assistenza legale gratuita ai devastatori, quindi secondo me il binomio centri sociali e maranza è sempre più evidente. Sabato i centri sociali erano fra quegli studenti quando sono partiti gli scontri e subito dopo si sono subito prodigati a sponsorizzare l’assistenza legale gratuita. Sabato prossimo ci sono gli antagonisti e ci saranno ancora i maranza: io non credo che siano due realtà così distinte come qualcuno vuole far credere».
Vi siete chiesti da dove derivi tutta questa delinquenza giovanile?
«Io ho visto l’odio verso l’Italia, c’erano bandiere italiane bruciate, i video girano sui social. Ho visto un assalto ai negozi per avere la scarpa firmata, come se lo Stato dovesse dartela. Lo Stato deve darti le opportunità, la scarpa firmata devi andare a guadagnartela. Non voglio trovare giustificazione per i delinquenti, sarebbe troppo facile, quella è la ricetta della sinistra. Per me sono delinquenti, devono pagare. Dopodiché, quelli che ci hanno raccontato che a Milano c’era stata l’integrazione... ecco, quel racconto è miseramente fallito. Anche se molti si sono integrati, c’è anche una buona fetta di seconda generazione, che ci odia per quello che siamo».
Sabato e domenica la Lega si ritroverà al MiCo, a Citylife, per il Congresso. Siete preoccupati che ci possa essere qualche tipo di contestazione?
«Non credo che ci saranno contromanifestazioni, anche se ogni volta che Salvini mette piede a Milano, abbiamo contestazioni. La sinistra di democratico ha veramente poco: loro devono poter manifestare, mentre quando vogliamo fare manifestazioni noi, qualcuno di sinistra è lì a cercare di non farcele fare. Io non mi sognerei mai di impedire una loro manifestazione».
A proposito del Congresso che eleggerà il Segretario Federale del partito, come vede la sfida?
«Che Matteo sia il segretario della Lega e che rivinca le elezioni del Congresso, mi pare una cosa scontata e anche, soprattutto, meritata. Matteo è costantemente sul territorio, ha la passione politica nelle vene: è un segretario di partito unico e non ci sono alternative».
Salvini pensa che Lei sia il miglior profilo per Milano e la promuove con forza...
«Mi auguro di poter essere il candidato sindaco di tutta la coalizione per Milano, ma sono già onorata di esserlo per la Lega. Se poi gli altri partiti convergeranno sul mio nome, ne sarò molto felice. Se così non fosse, in ogni caso, sarò in campo per la mia città per non riconsegnarla alla sinistra. Tra Consiglio Comunale e Consiglio di zona sono 20 anni che sono eletta qui».
In caso di primarie, lei pensa di essere favorita? Di sponde nella cittadinanza ne ha eccome...
«Noi abbiamo lanciato le primarie non perché siano l’unico modo, è semplicemente che se non si decide il nome in tempi rapidi, quello è un modo per farlo. È stupido portare avanti lo stallo perché prima decidiamo un nome, prima iniziamo con la campagna elettorale. La sinistra sta ancora litigando, quindi noi potremmo avere un vantaggio competitivo dato dal tempo che non stiamo sfruttando. Il nome deve essere fatto il prima possibile, cioè domani mattina. Anzi, domani è già tardi. Perché ogni giorno in cui noi non diciamo il nome, in qualche modo è un giorno perso. L’ultima volta con Bernardo abbiamo tirato fuori il nome due mesi prima del voto. È una brava persona, ma in due mesi...».




