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DiMartedì, Di Battista insulta Meloni: "Quella buffonata..."

di Roberto Tortoramercoledì 4 novembre 2026
DiMartedì, Di Battista insulta Meloni: "Quella buffonata..."

2' di lettura

Serata ricca di ospiti a DiMartedì, programma d’approfondimento di La7 condotto da Giovanni Floris. Tra questi Alessandro Di Battista, Antonio Di Bella e Antonio Padellaro per discutere di svariati temi: dalle misure della manovra del governo Meloni ai tagli alla scuola alle spese per il riarmo. Di Battista il più agguerrito di tutti contro la maggioranza: “Il governo non ha più una lira e si inventa la buffonata delle targhe personalizzate”.

L’ex-grillino tira in ballo anche Draghi: “Il governo Draghi e il governo Meloni, insieme, hanno dato all'Ucraina come sostegno finanziario di armamenti in totale venti miliardi di euro e nell'ultimo decreto a sostegno dei lavoratori e degli agricoltori, dei pescatori italiani e degli autotrasportatori la Meloni ha invece messo 107 milioni di euro, cioè veramente una mancetta. Allora sicuramente non hanno più una lira sennò non farebbero quella buffonata delle targhe personalizzate. Veramente una buffonata che soltanto Salvini poteva difendere, perché dice ‘così recuperiamo dei soldi’. Li voglio vedere i cittadini italiani a spendere 300 euro per mettere la targa personalizzata sul motociclo o fino a 1.000 ho letto per le automobili".

"Il governo non ha voluto, in questi anni, andare a prendere i soldi dove ci stanno e deve continuare a sopravvivere. Per me vogliono andare al voto prima possibile, perché difficilmente avranno i soldi per fare l'ultima manovra finanziaria, quella che nella testa della Meloni all'inizio del suo mandato le avrebbe consentito di tentare di rivincere le elezioni. La situazione, insomma, è sotto gli occhi di tutti ed è difficilissimo sopravvivere oggi in Italia”.

Quindi, sugli scontri di piazza delle ultime settimane e sui tagli alla scuola, Di Battista non smorza i toni: “In un momento in cui i giovani vedono pregiudicato il diritto allo studio la Meloni taglia sulla scuola pubblica, però mantiene il finanziamento alle scuole paritarie. Ricordo che la Costituzione dice che ‘enti e privati, soprattutto religiosi, hanno il diritto sì di istituire scuole e istituti di educazione, senza però oneri per lo Stato. Ad un istituto religioso io non darei mai i soldi. Si finanziassero con le rette che pagano gli studenti e non con i soldi pubblici, non con i soldi dello Stato”.

Di Battista contro Meloni: guarda qui il video di DiMartedì su La7

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