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Antonio Decaro, una granata a sinistra: "Corruzione", chi è accusato

di Annarita Digiorgiomercoledì 4 novembre 2026
Antonio Decaro, una granata a sinistra: "Corruzione", chi è accusato

2' di lettura

Michele Emiliano lo aveva nominato direttore dell’Irss De Bellis di Castellana Grotte. Antonio Decaro lo ha promosso nominandolo direttore dell’istituto oncologico di Bari. Il protagonista è Tommaso Stallone, una settimana fa ripreso in un video mentre tentava una corruzione. Il video è stato girato da Antonio Loconte, fondatore del giornale online quintopotere.it. Stallone nel filmato offre del denaro a Loconte nel tentativo di comprare il silenzio della redazione della testata.

La storia inizia a settembre, quando Quinto Potere pubblica il contenuto di una lettera anonima, che si deduce essere partita dagli uffici della Regione. Secondo la missiva, Stallone avrebbe dal 2019 sulle spalle una condanna definitiva della Corte dei conti per danno erariale, incompatibile con l’incarico di direttore generale. Il problema è che il manager avrebbe omesso di comunicarla alla Regione. Stallone in un primo momento ha liquidato la vicenda affermando non avesse risvolti penali, poi ha iniziato a contattare privatamente Loconte, che ha registrato tutti gli incontri. Durante i quali Stallone avrebbe offerto denaro per fermare l’inchiesta. Le somme non sarebbero state consegnate direttamente da Stallone, ma attraverso bonifici di “aziende amiche”. Il manager cita anche la possibilità di usare «canali diversi dall’Oncologico» (viene tirato in ballo anche Francesco Pomarico, direttore generale del gruppo Megamark e marito della direttrice scientifica dell’Istituto). Sabato 31 ottobre la presidenza della Regione Puglia ha scritto al dipartimento Salute chiedendo di avviare un’istruttoria urgente per accertare la veridicità dei fatti raccontati nei servizi di Loconte. A Stallone e al responsabile anticorruzione dell’Irccs è stata chiesta una relazione entro martedì 3 novembre (cioè oggi).

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Il gruppo regionale di Fratelli d’Italia ha chiesto ad Antonio Decaro di destituirlo dall’incarico: «Il presidente Decaro aveva giurato discontinuità, ma già quando – a giugno scorso – nominò i nuovi direttori generali delle Asl, noi parlammo di un’operazione di facciata: un giro di valzer, poltrone fatte ruotare non in base al merito ma secondo logiche clientelari e di fedeltà politica. Una spartizione geometrica del potere, un gioco delle tre carte», hanno detto i consiglieri di Fdl. «I conti della sanità pugliese sono sprofondati in una voragine di 369 milioni di euro nel 2025, e per questo abbiamo chiesto di far luce con una Commissione d’inchiesta, ma il presidente Decaro e la sua maggioranza continuano a fare orecchio da mercante». Il governatore pugliese Antonio Decaro non commenta, impegnato nei suoi reel quotidiani a tutte le sagre di paese della Regione. Il suo predecessore Michele Emiliano è parcheggiato in parlamento come consulente in attesa del posto blindato che gli ha promesso Schlein nel prossimo listino.

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