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XXXVI° CONGRESSO NAZIONALE SIME/2

Nasce la Biorivolumetria, nuovo
approccio alla bellezza naturale

16 Maggio 2015

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Il processo di invecchiamento del viso interessa tutti gli strati che lo compongono, dalla struttura ossea, di sostegno, ai vari tessuti molli. Il riassorbimento del tessuto osseo, maggiore in alcune aree, porta alla riduzione degli angoli glabellare, piriforme e mascellare con conseguente collasso dei tessuti molli ed obbiettivamente ad un appiattimento nella proiezione del viso. “In realtà, nel corso degli anni, ciò che si manifesta più precocemente ed è maggiormente responsabile delle modificazioni volumetriche del viso, sono le alterazioni che avvengono a livello dei compartimenti del  grasso sottocutaneo –  precisa nel corso della sua presentazione Prof. Andrea Alessandrini, specializzato in chirurgia Vascolare, Medicina e Chirurgia Dermo-Estetica, responsabile del Centro Polispecialistico S.A.S.N. del Ministero della Salute e Docente della Scuola Internazionale di Medicina Estetica della ‘Fondazione Internazionale Fatebenefratelli’ dell’Isola Tiberina di Roma – Infatti, la sua riduzione nelle aree dove è già presente in quantità moderata – tipo l’area temporale, quella frontale, la guancia e altre ancora – causerà l’effetto di scheletrizzazione, mentre in altre zone si avrà, sia  per effetto della gravità con conseguente migrazione verso il basso, sia per un processo ipertrofico, un accumulo di grasso con formazione di pliche più o meno accentuate; ne sono un esempio la plica naso-labiale e la Jowl deformity”. Si determina, dunque, uno squilibrio fra contenente in eccesso (cute) e riduzione del contenuto (grasso) con perdita della tridimensionalità del viso e comparsa di rughe e pliche. Dal punto di vista terapeutico bisognerà effettuare un accurato studio fisiognomico del viso e ripristinare una corretta distribuzione dei volumi intervenendo sulle aree che si presentano maggiormente ipotrofiche.

la BIORIVOLUMETRIA. Da poco è stato messo a punto un nuovo metodo in medicina e chirurgia estetica che prende il nome di Bio-Rivolumetria; la parola è sinonimo di volumizzazione e rigenerazione. L’obbiettivo è quello di associare ad una semplice azione volumetrica, una forte azione di rigenerazione.  In altre parole un trattamento anti-ageing vero e proprio. Ciò è possibile grazie all’utilizzo di speciali formulazioni a base di acido ialuronico purissimo, privo di residui proteici e solventi; il tutto è realizzato attraverso un esclusivo e brevettato processo chimico. La particolarità consiste nel fatto che l’acido ialuronico, cross-linkato con BDDE, contiene intrappolato al suo interno acido ialuronico nativo intercalato, in quantità diverse a seconda delle formulazioni.  Quindi l’acido ialuronico cross-linkato può essere paragonato ad una sorta di scaffold che protegge e racchiude al suo interno HA biointerattivo. E’ stato dimostrato che l’acido ialuronico biointerattivo, essendo protetto dallo scaffold, viene rilasciato nel tempo più lentamente rispetto allo stesso acido iniettato nella cute e non protetto; in questo modo esplica una prolungata azione di stimolo recettoriale.  Inoltre la presenza di  HA nativo conferisce a questi prodotti una grandissima elasticità, intesa come capacità di un prodotto di adattarsi  in uno spazio tridimensionale. Ciò significa che questi prodotti biorivolumetrici seguono perfettamente i movimenti mimici del viso, apportando correzioni naturali.

Cosa viene stimolato in realtà? Sappiamo da numerosi lavori scientifici che i recettori specifici per l’acido ialuronico sono i CD 44 e che questi si trovano sulla superficie di varie cellule tra cui i noti fibroblasti e le cellule mesenchimali staminali presenti nel tessuto adiposo. Così quando si inietta il biorivolumetrico a varie profondità nell’ipoderma, non solo si induce un effetto fisico volumetrico, ma si innesca un’azione biologica di stimolazione sui recettori CD 44 delle cellule mesenchimali staminali, determinando un aumento del processo dell’adipogenesi e quindi una produzione di nuovo tessuto adiposo. Dalle ricerche effettuate questo incremento del tessuto adiposo si aggira sul 10-15%. I prodotti biorivolumetrici utilizzati presentano diverse formulazioni a seconda delle varie esigenze correttive, dell’entità della destrutturazione e  delle aree da trattare. Il Regenyal Idea Bio-Expander, altamente morbido ed elastico,  è adatto per essere utilizzato nell’ipoderma superficiale ed è indicato nelle zone maggiormente destrutturate come  guance, area frontale,  temporale, bar-code e area peri-buccale in genere. Questo prodotto, essendo iniettato nella parte più superficiale dell’ipoderma, a ridosso della giunzione dermica, può interagire con i recettori CD 44 dei fibroblasti determinando un miglioramento della struttura reticolare dermica e della cute. I prodotti Regenyal Super Idea e Regenyal Idea sono ideali da iniettare nelle aree più profonde, dove occorre un’azione volumetrica più marcata: regione zigomatica, solco naso labiale e angoli buccali.

 Effetti dei trattamenti. Alcune volte può essere utile abbinare il prodotto di profondità con il prodotto di superficie, come nel caso clinico della figura 4, da cui si denota che nella zona malare è stato ripristinato il volume in profondità con Super-Idea, mentre nello strato ipodermico malare più superficiale e nella zona di destrutturazione della guancia è stato applicato il Bio-Expander. E a dire il vero nelle foto del post-trattamento presentate da Alessandrini è possibile notare, non solo il ripristino naturale dei volumi, ma anche il miglioramento della qualità della cute. In effetti sia il medico che il paziente riscontrano una naturale volumizzazione e la pelle migliorata nella texture, nell’elasticità e nella consistenza. Man mano che i trattamenti si susseguono si assiste ad un progressivo miglioramento; la paziente non tornerà più allo stadio iniziale. Il grafico dimostra chiaramente il concetto di BIORIVOLUMETRIA. La curva, che rappresenta l’azione volumetrica, man mano che scende si interseca con la curva relativa alla biogenerazione: diminuisce il volume mentre sale l’effetto rigenerativo. Ciò vuol dire che, anche dopo il riassorbimento del prodotto, rimane un minimo volume legato all’effetto biorigenerativo.

“When the volume decrease the regeneration tissue increase”. Tutto ciò rappresenta una grande evoluzione in medicina estetica, che si lascia alle spalle la pur importante ma semplice esperienza passiva attuata dal cosiddetto ‘Filler’ con cui spesso si è cercata la lunga durata della correzione con il rischio di compromettere il risultato estetico.Con la  BIORIVOLUMETRIA si ottengono risultati naturali e, insieme, si previene e si cura il processo di invecchiamento della cute; ciò è stato riscontrato su migliaia di pazienti trattati.

 

 

 

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*Draft from  “Face Anatomy”  by  A. Alessandrini   -   EdItaliaMedica & Acta Medica 2015

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