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SOCIETÀ ITALIANA DI PSICHIATRIA – SIP

Salute mentale: Sip e regioni
si confrontano sugli interventi

I rappresentanti di diverse regioni si confrontano con la SIP sullo stato dell’arte dell’assistenza dei pazientiaffetti da disturbi mentali per definire una serie di azioni da attuare in collaborazione con il Ministero della Salute

21 Marzo 2019

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Salute mentale: Sip e regionisi confrontano sugli interventi

“E’ ora di tirare le somme”: è questo l’obiettivo del Coordinamento toscano delle associazioni per la salute mentale e la Fondazione progetto Itaca Onlus a quasi due anni dalla presentazione alle istituzioni nazionali della ‘Carta della Salute Mentale’ messa a punto dalla Società italiana di psichiatria (Sip) in collaborazione con la Società italiana di farmacia ospedaliera e dei Servizi farmaceutici delle aziende sanitarie (Sifo). “Somme più che positive - spiega Enrico Zanalda, presidente della Società italiana di psichiatria - considerato che a gennaio il Ministero della salute ha istituito un tavolo ministeriale dedicato a questa tematica al quale anche la Società italiana di psichiatria è stata invitata a far parte. Già nel 2017 avevamo le idee chiare: il nostro obiettivo era sensibilizzare le istituzioni sull’emergenza rappresentata dalle malattie psichiatriche e lo abbiamo fatto mettendo a punto la Carta della salute mentale, che è stata presa in considerazione nel modo corretto”. La Carta della salute mentale è figlia di due risoluzioni (WHA65.4 e WHA66.8) dell’Organizzazione mondiale della sanità, che ha predisposto un piano d’azione globale per la salute mentale 2013-2020. Obiettivo: sollecitare gli stati membri ad adottarlo, a intraprendere le dovute azioni programmatiche e a stanziare le necessarie risorse. Seguendo queste linee, la carta riassume le priorità di intervento per migliorare la presa in carico e l’assistenza dei pazienti affetti da disturbi mentali in Italia. Tre le macro-aree intorno alle quali è stato finalizzato il documento: miglioramento della qualità della vita dei pazienti e dei familiari attraverso nuovi approcci terapeutici; sviluppo di politiche integrate volte al recupero del paziente psichiatrico; ripensamento organizzativo, strutturale e funzionale, dell’area salute mentale all’interno dei sistemi socio-sanitari regionali. Su questi temi, sugli obiettivi raggiunti in ogni Regione e sulle criticità da portare all’attenzione del tavolo ministeriale, gli esperti si sono recentemente confrontati a Napoli, presso la sede della Regione Campania nel convegno promosso dalla Sip ‘Riflessioni sull’applicazione delle priorità d’intervento della ‘Carta della salute mentale’.

All’incontro hanno partecipato i referenti Sip delle Regioni Campania, Sardegna, Piemonte, Lazio, Puglia, Sicilia, Emilia-Romagna che sono intervenuti sui singoli punti della Carta con lo scopo di attivare un dialogo costruttivo con i funzionari regionali dell’area della Salute mentale. “Il nostro contesto attuale richiede un intervento tempestivo - precisa Zanalda – poiché vi è una grave carenza di psichiatri, che pone a rischio le prestazioni rese dal servizio pubblico. Questo è dovuto da un lato a un aumento esponenziale della depressione anche nei più giovani e dall’altro al nuovo carico assistenziale per i servizi determinato dalla chiusura degli ospedali giudiziari e dall’incremento delle richieste di un’utenza con disturbi che richiedono competenze specifiche come i disturbi gravi di personalità, del comportamento alimentare, le doppie diagnosi da nuove dipendenze, l’autismo dell’adulto, e così via. Ricordo che nel corso della vita il 20 per cento delle persone soffre almeno per un certo periodo di un disturbo mentale per cui in quest’ambito più si acquisiscono competenze di diagnosi e cura e più aumentano le persone o i familiari degli stessi che chiedono di intervenire. Dai dati del sistema informatico salute mentale risultano in carico ai servizi ogni anno oltre 800 mila pazienti in Italia. Di questi oltre 350 mila si rivolgono per la prima volta al servizio nell’anno per cui hanno degli interventi limitati nel tempo per cui su due anni possiamo considerare che vengono assistiti dai nostri servizi pubblici un milione e mezzo di cittadini. In quest’ambito si ritiene che solo una minoranza di soggetti con disagio psichico e soprattutto quelli più gravi vengono intercettati dai Dipartimenti di salute mentale delle ASL. Questo per dare l’idea della rilevanza del problema e dell’impatto che la salute mentale ha sulla salute della popolazione in generale”. In questa prospettiva, ci siamo riuniti con l’obiettivo di individuare quelle priorità di ciascuna Regione che potranno essere oggetto di discussione in seno al tavolo tecnico”.

Tra i compiti del tavolo ministeriale c'è anche quello di approfondire l’esistenza di eventuali criticità riscontrate nell’offerta territoriale, elaborando proposte per il loro superamento, e per l’ottimizzazione e il potenziamento della rete dei servizi. “In particolare, lavoriamo per verificare lo stato di implementazione delle linee guida, verificare l’appropriatezza dei percorsi terapeutici di diagnosi e cura, analizzare le criticità a livello territoriale - continua Giulio Corrivetti, direttore del Dipartimento salute mentale Asl Salerno - e ci confrontiamo per trovare una soluzione. Ultimo, ma non meno importante, proporre azioni operative e normative per favorire l’attuazione di modelli riabilitativi maggiormente adeguati”. Fondamentale è stato, poi, identificare azioni operative e normative che favoriscano l’attuazione dei più appropriati modelli di intervento per la diagnosi, la cura e la riabilitazione psicosociale dei portatori di disagio psichico. “Poter offrire un servizio omogeneo significa molto anche in termini di prevenzione – conclude Corrivetti - perché una diagnosi tardiva comporta la cronicizzazione del disturbo psichiatrico con gravi conseguenze per il paziente, la famiglia ed anche un rilevante impatto economico per il Servizio sanitario nazionale”. Il convegno sulla Carta della Salute di Napoli ha ricevuto numerosi e illustri patrocini da parte del Ministero della Salute, dell’Istituto Superiore della Sanità, della Regione Campania, del Coordinamento Toscano delle Associazioni per la Salute Mentale, della Fondazione Internazionale Don Luigi Liegro, della Fondazione Progetto Itaca Onlus e della Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie, ed è stato realizzato grazie al contributo non condizionato di OtsukaPharmaceuticalItaly e Lundbeck Italia.

Le priorità della ‘Carta della Salute Mentale’

1. Garanzie sull’applicazione dei LEA riguardanti l’assistenza psichiatrica in tutta Italia

2. La realizzazione di iniziative ministeriali e del coordinamento delle Regioni, che garantiscano standard di qualità confrontabili dell’assistenza psichiatrica in tutte le Regioni

3. Lo stanziamento di un fondo destinato all’assistenza psichiatrica (pari ad almeno il 6 per cento del Fondo sanitario nazionale)

4. La definizione di PDTA condivisi e integrati con i Piani di trattamento individuale (PTI) ed i Progetti terapeutico riabilitativi personalizzati (PTRP) in collaborazione con le associazioni

5. Un maggior coinvolgimento delle farmacie ospedaliere e territoriali nel monitoraggio di farmacovigilanza e dell’aderenza terapeutica

6. Lo sviluppo ed il supporto in tutte le Regioni di alternative alle strutture psichiatriche con assistenza permanente, quali il co-housing

7. L’assunzione di personale qualificato e stabile

8. Lo stanziamento di fondi in favore di progetti di ricerca in ambito neuropsicofarmacologico

9. L’adozione di una strutturata campagna di prevenzione per raggiungere i soggetti a rischio

10. L’educazione contro lo stigma delle malattie mentali

11. L’implementazione delle REMS e soluzioni alternative

12. La ricostituzione di un tavolo di lavoro interministeriale ed interregionale che definisca e monitori politiche in tema di reintegrazione graduale dei pazienti nel contesto lavorativo e supervisioni l’implementazione delle attività di miglioramento dell’assistenza psichiatrica su tutto il territorio nazionale.

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