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MOTORE SANITÀ

Serve maggiore trasparenza
nei rapporti tra aziende e Ssn

Confronto tra esponenti di aziende private, del settore politico, giudiziario e sanitario per analizzare il fenomeno e gettare le basi per nuovi metodi che mettano la trasparenza e gli interessi della comunità prima di tutto

5 Aprile 2019

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Kyriakoula Petropulacos

Kyriakoula Petropulacos

Il tema della trasparenza e del rapporto che deve intercedere tra aziende pubbliche e private è diventato centrale in tutte le stratificazioni della pubblica amministrazione, e non fa eccezione la sanità. Per individuare i giusti modelli di cooperazione tra il mondo sanitario e quello delle aziende di settore si è tenuta a Bologna la 'School pubblico/privato - trasparenza nei rapporti tra aziende e ssn per una politica winwin'. Il convegno organizzato da Motore Sanità con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna e con il contributo incondizionato di Sanofi, Boston Scientific, Chiesi, Gilead, Siemens Healthineers, Johnson&Johnson e Takeda, ha messo a confronto esponenti di aziende private con esponenti del politico, quello giudiziario e quello sanitario per analizzare il fenomeno e gettare le basi per nuovi metodi che mettano la trasparenza e gli interessi della comunità prima di tutto. Una discussione necessaria anche a fronte dei recenti avvenimenti che hanno riportato all'attenzione dell'autorità giudiziaria, delle istituzioni e dei mass media il problema delle dinamiche che intercorrono tra il mondo della sanità italiana e le aziende del settore.

"La trasparenza nei rapporti tra le imprese produttrici, i soggetti che operano nel settore della salute e le organizzazioni sanitarie è il principale strumento di prevenzione e contrasto alla corruzione - Bruno Fedeli, sostituto procuratore della Repubblica di Bologna - a livello internazionale, a seguito di episodi di conflitto d'interessi denunciati dalla stampa, è stata avvertita la necessità di rendere conoscibili le informazioni riguardanti le elargizioni dirette e indirette a coloro che operano nel settore della salute. In Italia – spiega il magistrato - con l’emanazione del 'decreto trasparenza' (decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, successivamente modificato dal decreto legislativo 25 maggio 2016, n. 97), le pubbliche amministrazioni sono tenute alla pubblicazione dei contenuti delle banche di dati di cui sono titolari, demandandosi all’Autorità nazionale anticorruzione il compito di vigilare sul rispetto degli obblighi di pubblicazione previsti dalla normativa vigente. L'obiettivo da perseguire è quello – conclude Fedeli – di rendere trasparenti le transazioni finanziarie e le relazioni d’interesse tra case farmaceutiche e i professionisti della salute, onde garantire da parte dei medici prescrizioni disinteressate e da parte dei cittadini scelte più consapevoli".

Si è discusso anche delle nuove normative in questi giorni al vaglio delle Camere che vogliono rendere obbligatoria la trasparenza nei rapporti diretti o indiretti tra esponenti del mondo sanitario e quello delle aziende farmaceutiche. Una proposta di legge che renderebbe obbligatorio pubblicare su un'apposita sezione del Ministero della Salute tutte le transazioni economiche, dirette o indirette, superiori ai 50 euro in una singola tranche o superiori ai 500 euro annui. Specificando chi le elargisce, a chi, in che modo e per quale motivazione, indicando anche terze parti mediatrici ove ce ne fossero. “Bisogna riflettere in modo costruttivo sul rapporto, spesso complicato, tra esponenti del SSN e aziende produttrici di farmaci e produttori di dispositivi medici - dichiara Kyriakoula Petropulacos, direttore generale cura della persona, salute e welfare Regione Emilia-Romagna – per riuscire a capire come interpretare questo contesto che non sempre rispecchia il libero mercato. Perché i farmaci non sono un bene commerciale, hanno a che fare con la vita dei cittadini. È dunque utile ripensare in maniera diversa alla tutela dei diversi interessi, è chiaro – conclude il direttore – che i cittadini devono essere il punto d'arrivo dei nostri ragionamenti. Però non si può escludere il rapporto con le aziende farmaceutiche”. Dinamiche di dialogo necessarie per far fronte alla necessità di finanziamenti per la ricerca da accostare a quelli istituzionali spesso carenti per quantità e modalità di accesso, va ricordato che l'Italia è dodicesima in Europa per stanziamenti pubblici alla ricerca. Considerando inoltre le difficoltà che i professionisti della ricerca incontrano per accedere ai fondi europei, spesso ottenuti da ricercatori italiani ma spesso impiegati in centri esteri. Queste criticità unite alle attese di mercato delle aziende e la insufficiente rivelazione di conflitti di interesse rendono necessaria la School di Bologna, in grado di offrire un'analisi adeguata del fenomeno in tutti suoi aspetti senza atteggiamenti giustizialisti ma alla ricerca di soluzioni soddisfacenti e adeguate per tutti. Senza dimenticare che la sottile linea di distinzione tra reato e modalità di rapporti usuali a livello internazionale, rende complicata l’azione di tutti gli stakeholder e che buona parte delle azioni giudiziarie verso i medici si concludono con assoluzioni o archiviazioni.

È intervenuto anche Walter Locatelli, commissario straordinario A.Li.Sa Regione Liguria: “Il rapporto pubblico privato, nel sistema sanitario, deve uscire dalle problematiche di difficile praticabilità dovute a percorsi farraginosi, non compiutamente compresi oggetto di critiche e diffidenze. Per far questo è importante stabilire la terzietà e la titolarità dei percorsi di collaborazione che, se ben presidiati e resi trasparenti dal settore pubblico, possono e devono essere più snelli. Si potrà così dare una vera sferzata allo sviluppo di tecnologie, sperimentazioni e ricerca; aspetti fondamentali per un rinnovato servizio sanitario”. Valentino Confalone, vice presidente e general manager Gilead Italia ha spiegato: “La trasparenza è uno dei principi che devono continuare ad ispirare l’attività di tutti gli attori del sistema salute, in particolare per quanto attiene i rapporti tra industria ed operatori sanitari. La trasparenza non va invece confusa con il rispetto della confidenzialità degli accordi negoziati con AIFA, accordi che hanno consentito ai pazienti italiani di disporre di trattamenti innovativi a condizioni tra le più convenienti tra i paesi sviluppati, nonché sostenibili per il sistema sanitario nazionale. Uno stretto rapporto tra il valore aggiunto apportato al sistema sanitario dai nuovi trattamenti ed il prezzo di rimborsabilità concordato, realizzato attraverso meccanismi di valuebasedpricing, é la chiave per mantenere in buona salute un sistema all’avanguardia come il nostro e sostenere l’arrivo delle terapie più avanzate”.

“Il settore farmaceutico è uno dei principali driver di crescita per il nostro Paese, per il valore economico, industriale e sociale che è in grado di generare, oltre alla sua missione di rispondere ai bisogni di salute. In un contesto in cui il sistema sanitario deve assicurare due esigenze ineludibili come l’appropriatezza delle cure e la sostenibilità del sistema stesso, come azienda crediamo nella partnership pubblico-privato, ognuno con il proprio ruolo, all’interno di regole certe e stabili nel tempo”, ha dichiarato Fulvia Filippini, Country Market Access & Public Affairs Head Sanofi Italia. Paolo Bordon, Direttore Generale Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari, Provincia Autonoma di Trento dice: “Il rapporto tra soggetto pubblico e imprese private va gestito in un’ottica di trasparenza rendendo note le necessità di acquisizioni sul mercato con comunicazione di fabbisogni quantitativi e qualitativi.La trasparenza nella comunicazione e gestione rappresenta un’opportunità di cresciuta e di confronto tra operatori pubblici e privati”.

Mauro Biffi, responsabile della struttura semplice programma di unità operativa Attività di Aritmologia ed Elettrofisiologia Interventistica, Policlinico S. Orsola-Malpighi, Bologna spiega: “Lo Scompenso Cardiaco è una condizione clinica comune a molte Malattie Cardiovascolari nella fase avanzata, e ne rappresenta la più comune forma di cronicizzazione. Come tale, impone costi rilevanti sia nella gestione acuta (circa 11000 €/paziente) che nella fase di cronicità 'stabilizzata' (circa 1500€/paziente). Le ospedalizzazioni rappresentano il 75% della spesa per lo Scompenso Cardiaco. I programmi di telemedicina mostrano convincenti evidenze di migliorare la sopravvivenza dei pazienti colpiti da Scompenso Cardiaco, e di ridurre le ospedalizzazioni per peggioramento acuto, migliorando la qualità della vita. I nuovi modelli organizzativi non possono prescindere da questa integrazione ospedale-territorio”.

L’intervento di Fabrizio Figorilli, professore diritto amministrativo dipartimento di giurisprudenza università di Perugia ha avuto come oggetto la disciplina normativa vigente in tema di contratti pubblici e le sue evidenti lacune con riferimento all'attività di sperimentazioni cliniche svolte dal personale docente universitario. Trattasi di una normativa eccessivamente rigida - che penalizza fortemente la ricerca in questo settore - con conseguente perdita di competitività da parte dei soggetti che occupano istituzionalmente ed in maniera altamente qualificata e che per questo dovrebbero ricevere un'attenzione particolare da parte del legislatore. “Il concetto del valore è al centro dell’evoluzione della sanità di oggi - commenta Sergio Visci, head of enterpriseservicesdi Siemens Healthineers-Il mondo sanitario è sottoposto alle ben note pressioni legate alla riduzione dei budget contrapposta all’aumento di richiesta di prestazioni. Per rispondere a tali sfide è necessario erogare servizi sanitari secondo criteri di efficacia ed efficienza, migliorando gli esiti utilizzando meno risorse creando così valore sia per il paziente sia per il sistema sanitario. La transizione verso una sanità basata su questi principi può essere raggiunta solo attraverso l’impegno di tutti gli attori coinvolti, stabilendo delle 'partnership di valore' tra azienda e mondo sanitario. L’obiettivo deve quindi diventare quello di gestire in maniera integrata tutto il precorso di cura accompagnando il paziente dall’accesso alla prevenzione fino alla cura, gestendo al contempo le risorse in maniera efficiente migliorando la produttività e ottimizzando l’operatività di personale e tecnologie sanitarie”.

“Quando pubblico e privato collaborano in modo proficuo, sano e trasparente nascono progetti capaci di creare valore ed innescare dinamiche di crescita su tutto il territorio – ha dichiarato il presidente di Lombardia Informatica Francesco Ferri intervenuto sul tema dei nuovi modelli di procurement abilitati dall’utilizzo dei big data - La Lombardia è un esempio particolarmente virtuoso in questo senso; lo dimostra la recente aggiudicazione della gara, promossa da Lombardia Informatica, per il Call Center di Regione che in due anni ha portato ad una crescita significativa del personale impiegato (da 140 a 400 persone), ma anche l’interesse di grandi gruppi internazionali come Amazon Web Services che guardano con sempre maggiore interesse al nostro territorio anche in virtù delle sinergie attivabili tra pubblico e privato”. (ANNA CAPASSO)

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