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ROMA. 40° CONGRESSO SIME

Leg rejuvination, se la bellezza
delle gambe è ‘tridimensionale’

L’utilizzo combinato di metodiche diverse consente di risolvere i problemi funzionali degli arti inferiori con un occhio di riguardo anche per l’estetica. La soluzione giusta per chi cerca gambe più giovani ma anche più sane

20 Maggio 2019

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Legrejuvination, se la bellezza delle gambe è ‘tridimensionale’

L’estate è alle porte e con essa arriva il momento di mettere in mostra quei cm di pelle fino rimasti finora nascosti sotto vestiti e cappotti. Ma ben prima della prova costume, a mettere in crisi molte donne è l’idea di riporre nel cassetto pantaloni lunghi e collant: anche le gambe infatti mostrano i segni del tempo che passa. A questo timore si accompagna poi una peculiare ‘sintomatologia estiva’, che può creare un’ulteriore sensazione di ‘inadeguatezza’ dal punto di vista estetico: gonfiore e pesantezza delle gambe, comparsa di vene reticolari e telangiectasie. Sono sintomi che non vanno sottovalutati, perché una corretta e tempestiva valutazione da parte di uno specialista può individuare per tempo patologie venose anche gravi. Inoltre, ad oggi, anche una branca della medicina come la flebologia può offrire diverse soluzioni per tutte coloro che desiderano avere gambe più giovani.“Oggi la flebologia mira a offrire una risposta più completa ai bisogni delle pazienti, che tenga conto anche dell’aspetto estetico delle gambe – afferma Luca Scaramuzzino, specializzando in Chirurgia generale perfezionato in Flebologia,  in occasione del 40° congresso della Società italiana di medicina estetica (Sime) tenutosi a Roma – non ci si limita più ad effettuare esami come l’ecodoppler o a trattare le vene varicose, si affrontano problemi cutanei, di invecchiamento, lassità dei tessuti e adiposità localizzata. Ovviamente ai ‘nuovi’ flebologi si richiedono delle conoscenze in più rispetto al passato, ad esempio la capacità di usare in modo appropriato strumenti come laser, carbossiterapia e mesoterapia. Adesso che l’arsenale a nostra disposizione è così ricco, dobbiamo essere coscienti che non esiste un protocollo standard per tutti i pazienti. Questo impone una scelta che si adatti al singolo individuo nel migliore dei modi, combinando differenti approcci terapeutici”.

Una valutazione in 3D della gamba che porta dunque ad un approccio globale, che prevede l’uso di strumenti come radiofrequenza, laser, carbossiterapia e mesoterapia a diversi livelli: a livello cutaneo migliorare la texture della pelle e ridurre un eventuale fotodanneggiamento; a livello tissutale sottocutaneo per ridurre la lassità e le adiposità localizzate; a livello venoso per contrastare problemi derivanti da vasodilatazione: “con l’innalzarsi delle temperature, il sistema venoso degli arti inferiori può andare incontro a problemi, quali vasodilatazioni importanti, telangiectasie, vene reticolari, fino ad arrivare alle vene varicose – spiega il flebologo – Abbiamo potuto constatare come in questi casi, associare la mesoterapia con polinucleotidi alla biostimolazione con laser 808 ha permesso di raggiungere risultati eccezionali dal punto di vista funzionale ed estetico. Occorre però essere molto chiari con il paziente, affinché non si creino false aspettative – conclude Scaramuzzino – questo approccio combinato porta ad avere gambe dall’aspetto più giovane, ma purtroppo la medicina non fa miracoli!”.

Quando si parla di bellezza delle gambe il nemico numero è la cellulite. Anche per questo inestetismo, un approccio specialistico è fondamentale per ottenere i risultati sperati, ma non bisogna creare delle aspettative lontane dalla realtà. “Soprattutto, quando parliamo di ‘cellulite’ è fondamentale diagnosticarla con un‘ecografia del tessuto adiposo e un doppler venoso degli arti inferiori durante il check-up medico-estetico – sottolinea Emanuele Bartoletti, presidente della Sime – È importante riconoscere il grasso alterato presente nella cellulite dal grasso sano in eccesso. I trattamenti sono completamente diversi e la prevenzione per la cellulite è fondamentale: purtroppo dalla cellulite non si guarisce ed è importante ed è importante riconoscerla per evitare che evolva nel tempo”.

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