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RACCOLTE FONDI

Carcinoma del pancreas:
attivo un numero solidale

Nel mese di novembre, dedicato alla sensibilizzazione sul tumore al pancreas, Fondazione Humanitas per la ricerca lancia una campagna di raccolta fondi a sostegno degli studi condotti dall’Istituto clinico Humanitas di Rozzano

17 Novembre 2019

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Carcinoma del pancreas:attivo un numero solidale

Il carcinoma del pancreas, tumore particolarmente aggressivo e dall’evoluzione spesso sfavorevole, è destinato a diventare la seconda causa di morte per tumore entro il 2030 nei Paesi occidentali. Questo, più che per l’aumento dei casi, avverrà perché le opzioni terapeutiche sono ancora scarse a differenza di quanto avviene per altre patologie oncologiche. Inoltre sussistono molte difficoltà nell’avere una diagnosi precoce, dovute sia mancanza di test di screening sia all’assenza di sintomi che possano allertare in tempo medico e paziente. Di conseguenza, nonostante siano stati fatti enormi passi avanti nella cura di molti tipi di tumore, per quello al pancreas la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi è solo dell’8,1 per cento,una percentuale troppo bassa soprattutto se paragonata al 66 per cento del cancro del colon-retto e al 91 per cento di quello della mammella. Per sconfiggere questo tumore che rimane ancora un big killer, l’arma più importante è quindi la ricerca per favorire diagnosi precoce e terapie mirate.La ricerca Humanitas ha dato un contributo fondamentale, riconosciuto a livello internazionale, alla comprensione del ruolo giocato dalle cellule del sistema infiammatorio e immunitario nella crescita tumorale.  “I nostri studi - spiega il professor Alberto Mantovani, direttore scientifico di Humanitas e docente di Humanitas University - hanno dimostrato chiaramente, che le cellule del nostro sistema infiammatorio e immunitario anziché difenderci come dovrebbero, si fanno corrompere dal tumore e contribuiscono alla sua crescita e disseminazione metastatica. La comprensione di questo fenomeno è la chiave per aprire nuove vie per la diagnosi precoce e la terapia di questa forma di cancro”.

Per questo nel mese di novembre, dedicato alla sensibilizzazione sul tumore al pancreas, Fondazione Humanitas per la ricerca lancia una campagna di raccolta fondi a sostegno degli studi condotti dall’Istituto clinico Humanitas di Rozzano, che nel nostro Paese è uno dei centri di riferimento per il trattamento di questa patologia. Dal 10 al 17 novembre 2019 inviando un SMS al 45592, o telefonando allo stesso numero da rete fissa,è infatti possibile donare (2 o 5 o 10 euro) e contribuire così a sostenere la lotta al tumore al pancreas.Nello specifico, attraverso la campagna di raccolta fondi con numerazione solidale, Fondazione Humanitas per la ricerca sostiene uno studio che mira a comprendere come contrastare l’aggressività del cancro del pancreas agendo sulle cellule del sistema immunitario e infiammatorio, abbondantemente presenti nella massa tumorale pancreatica. “Cambiare la storia del carcinoma del pancreas è possibile - afferma il professor Alessandro Zerbi, responsabile chirurgia del pancreas Humanitas e docente Humanitas University - ma per farlo è fondamentale conoscere a fondo il nostro nemico. Abbiamo accettato la sfida che questa malattia ci pone per contrastarne l’aggressività e arrivare a ottenere diagnosi precoci e terapie contro questa forma di cancro per cui oggi la medicina non ha ancora armi abbastanza efficaci”.

Facciamo chiarezza: un video per conoscere e combattere il tumore del pancreas.  Il pancreas può essere colpito da tumori di natura e malignità differenti: tumori cistici ed endocrini, spesso benigni o a bassa malignità, o carcinomi, particolarmente aggressivi e in aumento, soprattutto nei Paesi Occidentali. Attualmente il carcinoma del pancreas rappresenta la quarta causa di morte per tumore e fra 10-15 anni diventerà la seconda. Nonostante questa crescita, non si sa molto né di questa patologia né dell’organo che essa colpisce. Conoscere meglio entrambi, insieme ai fattori di rischio, è però molto importante: fumo, dieta ricca di grassi, diabete e predisposizione familiare possono aumentare il rischio di insorgenza della malattia. Per aiutare la massima diffusione di conoscenze e favorire maggiore consapevolezza è stato realizzato un video speciale.

La diagnosi: l’ecoendoscopia e la TC. Una volta sospettata la presenza del tumore possono fare la differenza sia le indagini diagnostiche eseguite sia il luogo dove vengono effettuate. Rivolgersi a Centri che hanno una grande esperienza nella patologia pancreatica è fondamentale per giungere in tempi rapidi ad una diagnosi corretta e per pianificare le cure più appropriate per il singolo paziente. La corretta diagnosi di tumore del pancreas spesso richiede l’integrazione delle immagini della TC con mezzo di contrasto e dell’eco-endoscopia. Quest’ultima consente inoltre l’esecuzione di prelievi bioptici, per giungere ad una diagnosi anatomo-patologica di certezza. Negli ultimi anni l’eco-endoscopia (EUS) si è trasformata da metodica puramente diagnostica a strumento operativo con sviluppi terapeutici quali drenaggi, alcolizzazione del plesso celiaco per il controllo del dolore, posizionamento di marcatori per guidare la radioterapia, e tecniche ablative locali da integrare alle altre terapie all’interno di protocolli di ricerca.

Il trattamento. La cura del carcinoma pancreatico è tipicamente multidisciplinare e si è evoluta negli ultimi anni. Solo la combinazione della chirurgia con la chemioterapia, ed eventualmente la radioterapia, può consentire di ottenere risultati soddisfacenti. Fondamentale è identificare correttamente i casi potenzialmente suscettibili di un intervento chirurgico. Negli ultimi anni si è assistito all’introduzione di diverse novità in campo sia chirurgico che oncologico. Gli interventi tendono a essere meno demolitivi e a utilizzare tecniche mini-invasive (laparoscopiche e robotiche). In campo oncologico si è assistito allo sviluppo di nuovi farmaci chemioterapici che, utilizzati in combinazione tra loro e somministrati in alcuni casi prima ed in altri dopo l’intervento chirurgico, hanno consentito di migliorare la prognosi dei pazienti. (MATILDE SCUDERI)

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