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IMPARARE IN OSPEDALE

Al via ‘Scuola e giochi in corsia’
per non lasciare indietro nessuno

L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra Amgen e l’Associazione italiana ematologia oncologia pediatrica (Aieop), parte dall’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma e coinvolge 7 centri Aieop da nord a sud

26 Novembre 2019

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Al via ‘Scuola e giochi in corsia’per non lasciare indietro nessuno

Terapie sempre più efficaci, come l’immunoterapia, possono prolungare migliorare notevolmente la qualità di vita di chi è affetto da tumore aprendo in molti casi la prospettiva della cronicizzazione. Tuttavia, ad oggi, questo si traduce spesso, in lunghi periodi di ospedalizzazione. Un problema molto sentito, soprattutto nei reparti pediatrici. Nasce quindi ‘Scuola e giochi in corsia’, iniziativa messa a punto da Amgen, global leader nelle biotecnologie, in collaborazione con l’Associazione italiana ematologia oncologia pediatrica (Aieop), che aiuta bambini e adolescenti con leucemia o altre neoplasie, e quelli sottoposti a procedure di trapianto di cellule emopoietiche, ad affrontare il lungo percorso di ospedalizzazione. Questo grazie a innovativi strumenti didattici e ludico ricreativi e al supporto di insegnanti e psico-oncologi nei reparti.

'Scuola e giochi in corsia' prende il via dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma,  coinvolge 7 centri Aieop - oltre alla Capitale, Monza, Torino, Trieste, Bologna, Napoli, Bari – e verrà presto esteso ad altre pediatrie italiane. Ogni centro, in base alle proprie esigenze, può scegliere nell’ambito di un set di strumenti offerti dal programma: materiale scolastico con l’utilizzo di iPad e Kindle per imparare divertendosi; giochi e realtà virtuale, cartoni animati proiettati sui muri delle stanze degli ospedali per ridurre stress e paura per la malattia; e ancora, palestre virtuali attraverso l’utilizzo di WII Balance per i faticosi percorsi riabilitativi. All’interno del programma riveste un ruolo fondamentale il corpo docente presente in ospedale anche durante i periodi di vacanze scolastiche, ovvero quando l’isolamento si fa sentire ancora più forte. L’iniziativa, inoltre, prende in carico anche la sfera emotiva, grazie al sostegno di psico-oncologi che possono alleviare le preoccupazioni dei bambini e delle loro famiglie. Infine, per piccoli stranieri o di altre religioni, è prevista anche la figura del mediatore culturale che ha il compito di facilitare l’integrazione dei piccoli pazienti dal punto di vista linguistico, culturale e religioso.

“Il cambio di prospettiva alla base dell’iniziativa - sottolinea Marco Zecca, presidente Aieop e direttore di oncoematologia pediatrica del Policlinico San Matteo, Pavia - è quella di considerare chi è ammalato di leucemia e viene sottoposto a chemioterapia non come un paziente bensì come un bambino o un adolescente che ha bisogno oltre che di cure mediche all’avanguardia anche di un’assistenza a 360 gradi che presti attenzione agli aspetti psicologici, ludico-ricreativi e didattici, considerandolo dunque nella sua interezza”.

Il programma vuole creare un ecosistema di supporto per i pazienti pediatrici contribuendo a migliorare la loro qualità di vita, alleviando il senso di isolamento provato durante le lunghe ospedalizzazioni e facilitando il rientro di bambini e ragazzi alla vita quotidiana al termine delle cure. “Programmi come ‘Scuola e giochi in corsia’ – dichiara Maria Luce Vegna, direttore medico di Amgen Italia - sono pienamente coerenti con la visione di Amgen che, a partire dalla ricerca e sviluppo di nuove terapie, si impegna a offrire risposte efficaci sia sul profilo strettamente terapeutico, sia in termini di qualità di vita dei pazienti. Nel caso dei bambini affetti da patologie onco-ematologiche il programma, messo a punto con Aieop, abbraccia importanti esigenze dei piccoli pazienti lungo degenti, nell’ottica di una efficace umanizzazione delle cure”. ‘Scuola e giochi in corsia’ offre strumenti ludico ricreativi e il supporto di personale specializzato, integrando le attività didattiche già messe in campo dal ministero dell’Istruzione con il programma la ‘Scuola in Ospedale’ che, con la sua presenza nelle strutture ospedaliere, garantisce a bambini e ragazzi ricoverati la continuità degli studi, nonostante la malattia, in ambienti extra scolastici. (MATILDE SCUDERI)

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