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Festival di Sanremo, Claudio Baglioni e il trionfo dei migranti: le canzoni in anteprima, siluro su Salvini

Giulio Bucchi
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Da "cuore e amore" a "politica e migranti". Il Festival di Sanremo di Claudio Baglioni rischia di trasformarsi in una bomba su Matteo Salvini a poche settimane dalle elezioni europee di maggio. Le polemiche sulle parole del direttore artistico, da sempre schierato sul fronte dell'accoglienza, sembrano destinate a riaccendersi.  Leggi anche: "Sanremo sarà resistenza civile". Spataro, l'ultimo delirio contro Salvini Venerdì è andato in scena l'ascolto e la lettura dei testi delle 24 canzoni in gara e i giornalisti specializzati che hanno avuto accesso all'anteprima sono concordi: la linea predominante non è quella romantica, ma dell'impegno sociale e civile. Il tema del disagio giovanile (Argentovivo di Daniele Silvestri), della violenza in famiglia (La ragazza col cuore di latta di Irama), come detto immigrazione. Occhio a I ragazzi stanno bene dei Negrita: un verso recita Dei fantasmi sulle barche da barche senza un posto, come un comandante a cui conviene il gioco sporco. Sarà forse troppo malizioso, ma sembra un riferimento indiretto e polemico al Capitano Salvini. Fortunatamente, però, c'è anche spazio per il giovane Mahamood che canterà dello scontro generazionale tra un giovane egiziano libero e suo padre, finto tradizionalista. Alla faccia delle tante Boldrini della sinistra italiana che in nome della (finta) integrazione fingono spesso di non vedere quello che accade nei quartieri italiani.

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