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Alzheimer, lo studio horror: "L'alta pressione arteriosa sistemica causa la demenza senile"

Caterina Spinelli
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L'alta pressione arteriosa sistemica può causare la demenza senile. A rivelare questo pericoloso legame è l'American Heart Association AHA. Secondo gli autori della ricerca, la pressione elevata mette a rischio la salute del cervello: "L'ipertensione sconvolge la struttura e la funzione dei vasi sanguigni cerebrali, porta a danno ischemico della sostanza bianca in aree critiche per le funzioni cognitive e può promuovere la patologia di Alzheimer".   Leggi anche: Arriva l'assistente virtuale per chi soffre di Alzheimer Il benessere del cervello, infatti, dipende dalla salute dei suoi vasi e dal corretto e puntuale afflusso di sangue. La vasculopatia cerebrale è molto comune nei soggetti anziani e l'età è il principale fattore di rischio per la demenza. Non solo, perché il problema vascolare può portare da solo a deficit cognitivi importanti. Ad essere colpiti dall'ipertensione arteriosa un miliardo di persone al mondo e oltre 15 milioni in Italia. "Non si sa a priori quali siano le soglie ottimali per ciascuno, ma nonostante disponiamo di adeguati strumenti per la sua misurazione e il suo monitoraggio, l'ipertensione nella stragrande maggioranza dei casi non viene trattata adeguatamente" ha spiegato a La Stampa il professore Costantino Iadecola. Leggi anche: L'importanza della prevenzione per i malati Secondo il neuroscienziato è dunque necessario ovviare a questi problemi con un adeguato monitoraggio continuo, oltre a risolvere la discrepanza tra le pressioni misurate nell'ambulatorio e al di fuori di esso. "Si stima che il 20% delle demenze in età senile sia dovuto a valori di pressione sistolica compresi tra 120 e 140 in età adulta - continua Iadecola - Il rischio consiste nella continuità dei valori elevati e non da singoli episodi di crisi". Ma attenzione perché ad oggi appare sempre più evidente che anche altri meccanismi cellulari e processi molecolari influiscono nella patogenesi. 

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